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«Spal, con la Fiorentina Un’emozione particolare»

Ferrarese, tutta la trafila in biancazzurro, dal 2010 al 2016 direttore della Viola «Sono strafelice per mister Semplici, ha spessore umano superiore alla media»

FERRARA. Basta il nome. Anzi, il cognome: Baiesi. Storia di una famiglia legata a doppio filo alla Spal. Non solo per Alessandro, pupillo di Galeone, ma anche attraverso Gianluca, lunga milizia biancazzurra nelle giovanili. Proprio lui, il maggiore dei fratelli Baiesi, precisa: «Il primo Baiesi spallino, però, è stato nostro padre. Prima come giocatore, poi come dirigente, accompagnatore della Primavera, a volte anche della prima squadra. Ci portava con lui fin da piccoli, io a 5 anni vivevo già lo stadio, tutti i giorni. La Spal per la nostra famiglia, per me, è un vero e proprio pezzo di vita».

Le vie del calcio sono infinite. Abbandonata l’attività agonistica nel 1988, al ritorno dal servizio militare, Gianluca Baiesi ha completato gli studi universitari, ha intrapreso la sua carriera professionale ed è approdato alla... Fiorentina. Da Ferrara alla Viola, un lungo percorso:

«Quando ho iniziato alla Spal, negli anni ’70, c’era ancora Paolo Mazza, e la prima squadra era allenata da Mario Caciagli. Ho seguito tutto l’iter, il Centro di via Copparo per me è stata una seconda casa, come per tutti i ragazzi dell’epoca: Albiero, Innocenti, Domini, Luca Negri il cui papà - Luciano - era molto più che il custode della struttura. E non posso dimenticare Riccardo Cervellati, compagno di tante esperienze».

Suo fratello Alessandro dice che lei ha poi lasciato il calcio perchè le piaceva proprio studiare...

«Bisogna prendere una direzione. Mi sono dedicato agli studi. Ma il calcio è stato, ed è rimasto, una grande passione».

Ci racconta come è approdato alla Fiorentina?

«In maniera molto semplice. Ho mandato il mio curriculum alla Tod’s (l’azienda dei fratelli Della Valle, proprietari della Fiorentina; ), mi hanno convocato e proposto l’assunzione perchè si era aperta la posizione di direttore operativo alla Fiorentina. Non ho esitato un attimo, rientrare nel calcio era il coronamento di un sogno. Oltretutto, in una grande società. Ci sono rimasto per sei anni. Il rapporto si è interrotto un anno fa, la Fiorentina ha deciso di cambiare molto, di fare altre scelte, prendere altre direzioni. Ho capito, è stata una separazione consensuale, i rapporti sono rimasti ottimi».

In viola ha conosciuto Leonardo Semplici.

«Guidava la Primavera, io la seguivo. Abbiamo iniziato ad avere contatti, a frequentarci. Bellissimo rapporto, quello con Leo, caratterizzato da un buon feeling fin dall’inizio. Quando è arrivato alla Spal ero strafelice, pur essendo ben lungi - entrambi - dal pensare che l’avrebbe portata in serie A, e così rapidamente. All’epoca gli avevo dato solo delle indicazioni sulla bellezza della città e la solidità della società. Ha avuto un successo incredibile, ma se lo merita. Leo possiede uno spessore umano superiore alla media, in più è un grande lavoratore, serio, affidabile. Tutto ciò che ha ottenuto e sta ottenendo è più che meritato, per la persona che è. Sono ben contento per il suo percorso, e sono doppiamente felice per il fatto che lo stia vivendo a Ferrara, alla Spal».

Domenica sarà alla partita?

«Sì, tornerò al “Mazza” dopo tanto tempo. Spal-Fiorentina, per me, sarà un’emozione molto particolare. Spero che sia una bella gara e, ascoltando il cuore, mi auguro che sia la Spal a farcela».



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