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Gomis, il ruggito del Leone. Rendimento da Mondiale

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Gomis, il ruggito del Leone. Rendimento da Mondiale

A Roma il portiere della Spal ha stabilito il record stagionale di parate in A: 12. Due obiettivi: salvezza e maglia da titolare con il Senegal a Russia 2018

FERRARA. L’eco della sua prestazione non si è spenta. Ciò che Alfred Gomis ha fatto venerdì sera all’Olimpico contro la Roma è ancora ben fresco nella memoria collettiva. Sul palcoscenico più prestigioso, nel teatro dei sogni, il portiere della Spal ha fornito una prova prodigiosa. Di livello mondiale.

Eh sì, è proprio il caso di dirlo. È stata una sorta di anticipazione di Russia 2018. Perchè Gomis - come noto - parteciperà alla massima rassegna calcistica con il suo Senegal. Ed a Roma, dall’altra parte, c’era Alisson, il portiere della Nazionale brasiliana. Il guardiano verdeoro, impressionante per calma, è rimasto quasi inoperoso, ma ha colpito la sua personalità: un disimpegno in colpo di tacco, il riflesso con cui ha deviato il rigore ribattuto da Viviani.

I riflettori però sono stati tutti per Gomis, apparso di caratura assoluta. Non una sorpresa, il campionato del portiere - miglior acquisto stagionale, per distacco, della Spal - finora è risultato più che positivo. Di sicuro, l’Olimpico ha rappresentato l’apice. La Spal ha perso, Gomis ha incassato tre gol. Ma quanti ne ha evitati? Tanti, tantissimi. Il modo in cui si è opposto ad El Shaarawy, il duello vincente con Dzeko, il gran riflesso su Manolas, il volo sulla punizione di Pellegrini... E non citiamo tutti gli interventi, alcuni al limite del miracoloso calcistico. Gomis nell’occasione ha anche stabilito un record: dodici parate. È il primato del campionato. Senza il senegalese, la Spal - al di là delle circostanze che l’hanno subitaneamente ridotta in dieci, e degli altri episodi contestatissimi - avrebbe subìto una goleada.

Gomis ha catturato l’attenzione generale, ha meritato elogi e voti altissimi da parte di tutta la stampa nazionale, in Senegal tifosi ed organi d’informazione lo vogliono come titolare al prossimo Mondiale. Possibile? Possibilissimo. E sarà una vetrina unica. Il Senegal è stato inserito nel gruppo H con Colombia, Giappone e con la Polonia di Salamon, il difensore centrale spallino, compagno di Gomis in biancazzurro, che aspira - quando rientrerà dopo l’infortunio, forse sarà a disposizione col Verona - a prestazioni che lo portino al Mondiale.

Gomis è attento, concentrato, sicuro, ha personalità, ha impressionanti mezzi atletici, possiede buon piazzamento, è reattivo, soffice, esplosivo, felino. Una pantera il cui obiettivo, la maglia da titolare a Russia 2018, passa attraverso un altro traguardo, prioritario: la salvezza con la Spal. I biancazzurri possono farcela. Soprattutto se Gomis continuerà ad esprimersi a questi livelli. Sta giungendo ad una consacrazione. Alla consacrazione. È alla sua prima stagione in serie A, ha 24 anni, ma sta affrontando la categoria con maturità e preparazione. La vale in tutto e per tutto.

Dice: e quando torna Meret, che ormai si allena a regime?

Quello del portiere è un ruolo delicato, particolare, che vive di equilibri psicologici diversi da quelli che governano altre posizioni. Togliere Gomis non avrebbe logica, alla luce delle prestazioni. Farlo, significherebbe infliggergli una botta, e non fare certo un regalo a Meret. Uno subirebbe un contraccolpo, l’altro - il cui valore è fuori discussione, sia ben chiaro - non avrebbe diritto all’errore. La società dovrà valutare bene cosa converrà fare con Meret, per Meret.

La realtà, al momento, è che Gomis si è imposto. E crediamo che in un’ideale classifica dei migliori portieri del campionato stia figurando almeno almeno tra i primi cinque.

Paolo Negri
 

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