Quotidiani locali

TOKYO 2020

Il Canoa Club Ferrara mette in acqua un pokerissimo

Cinque ragazzi estensi inseguono un sogno: partecipare alle Olimpiadi in Giappone

Canoa: cinque ragazzi ferraresi con obiettivo Tokyo Il sogno del Canoa Club Ferrara: ottenere il passo olimpico per Elena Borghi, Francesca Malaguti, Marta Bertoncelli, Nicholas Bini e Marcello Semenza

FERRARA. Una pagaia che affonda nell’acqua per prendere velocità e dirigere la canoa veloce verso un sogno che ha un nome e una data: Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Per farlo bisogna vincere la forza del fiume, risalire la corrente, andare contro le difficoltà e affrontare un lungo e duro lavoro. Questo non spaventa i migliori atleti e i tecnici del Canoa Club Ferrara che hanno già tracciato la rotta che può portare verso il paese del sol levante. Hanno già stilato un progetto che ha un nome suggestivo: “Un biglietto per Tokyo: diventare grandi attraverso lo sport”. Un progetto che ha tappe precise, ritmi di allenamento definiti, obiettivi da raggiungere passo dopo passo. Per farlo, servono le risorse. Non basta la buona volontà, il valore tecnico e morale degli atleti e la preparazione degli istruttori. Serve qualcosa in più, soprattutto se si parla di uno sport “povero” come la canoa che ha bisogno di continue trasferte per fare allenare gli atleti.


Attualmente la squadra agonistica del Canoa Club Ferrara fa la spola con Ivrea, in Piemonte. Sono frequenti anche le trasferte in Francia, Germania, Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca dove gli impianti per allenarsi e gareggiare sono artificiali e di alto livello. Anche per questo i costi sono ingenti. «Almeno diecimila euro all’ano per atleta» racconta Paolo Borghi, istruttore e responsabile tecnico della squadra agonistica, nonché tecnico federale. Per questo il Canoa Club Ferrara ha avviato un programma di sponsorizzazione al passo coi tempi, istituendo un vero e proprio crowdfunding. Una raccolta fondi diffusa, le cui modalità si possono trovare nell’area dedicata del sito della società (www.canoaclubferrara.it) e che ha come obiettivo quello di portare la squadra agonistica ai Mondiali 2019 in Spagna dove si svolgerà la selezione per le Olimpiadi del 2020.



«La nostra forza è il gruppo, la squadra, oltre a credere profondamente in ciò che facciamo» racconta sempre Borghi, guardando i suoi atleti che si allenano nella piccola e fredda palestra in darsena. E se non fosse così non sarebbero arrivate tante soddisfazioni. Del resto, il progetto è stato avviato perché le speranze sono fondate, sia per la giovane età degli atleti, tutti tra i quindici e i sedici anni, che per lo spessore tecnico dimostrato fino a qui, rispecchiato dai risultati ottenuti.



Cinque atleti, tre donne e due uomini, con un palmares di tutto rispetto. Partendo da Elena Borghi, classe 2002, campionessa italiana 2017 nella canadese monoposto, cat. Ragazze; campionessa italiana 2017 kayak monoposto, cat. Ragazze ed ha conquistato il primo posto nella Eca Cup 2017 cat. Junior, tanto per citare gli ultimi piazzamenti. Di assoluto prestigio anche i risultati ottenuti da Marta Bertoncelli, classe 2001, che ha conquistato la medaglia di bronzo ai campionati mondiali Junior 2017 con la canadese monoposto (unica italiana a salire sul podio) ed è anche campionessa italiana K1 e C1 categoria Junior e categoria Ragazze. Completa la squadra femminile Francesca Malaguti, anno 2001, campionessa italiana Junior 2017 kayak monoposto, campionessa italiana gara a squadra K1 cat. Ragazze. Insieme hanno ottenuto il sesto posto a squadre ai campionati Europei 2017 e ai Mondiali 2017 categoria Junior. Due gli atleti della squadra maschile: Nicholas Brini, anno 2001, campione italiano 2016 K1 categoria Ragazzi e Marcello Semenza, anno 2000, vice campione italiano 2016 canadese monoposto e campione italiano Junior 2017 canadese mista.



Andare oltre i propri limiti, provare a toccare con mano ciò che ogni atleta sogna per tutta la vita è la benzina che ogni giorno spinge questi ragazzi a lavorare sodo, lontano da casa, dalla famiglia e dagli amici, conciliando ore in palestra e in acqua con i momenti di studio. Tanti sacrifici per giocarsi una opportunità vera: quella di partecipare ad una Olimpiade. Un sogno che potrebbe diventare realtà.

Mauro Cavina

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon