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Inter, sera da incubo Il Pordenone di C resiste fino ai rigori

Coppa Italia. Dopo 120’ senza reti al settimo tiro da 11 metri i friulani falliscono la conclusione e Nagatomo regala i quarti

MILANO. Pazza Inter. Mai come stavolta l’inno che risuona al termine della gara con il Pordenone rappresenta perfettamente la squadra. Primi in campionato ancora imbattuti, i ragazzi di Spalletti rischiano di uscire negli ottavi di Coppa Italia contro una squadra di C. Un eroico Pordenone sfiora l’impresa a San Siro costringendo i blasonati padroni di casa ai calci di rigore. Decisivo l’errore di Parodi, tiro parato da Padelli. Di Nagatomo il gol qualificazione, ora i nerazzurri attendono la vincente di Milan-Verona. All’orizzonte un derby milanese da giocare in piene feste natalizie, il 27. Spalletti schiera una formazione ampiamente rimaneggiata: in attacco spazio al baby Pinamonti con Cancelo, Eder e Karamoh a supporto. Vecino e Gagliardini in mezzo al campo con Nagatomo e Dalbert esterni; Ranocchia e Skriniar in difesa davanti a Padelli. Il tecnico del Pordenone Colucci risponde con con Sainz-Maza e Berrettoni dietro l’unica punta Magnaghi. Il Pordenone gioca un ottimo primo tempo. Le seconde linee dell’Inter faticano a trovare il ritmo. Il il più pericoloso è Karamoh che però spreca tre buone occasioni. Il Pordenone può recriminare per un palo clamoroso di Magnaghi e per una occasione fallita da Lulli a due passi da Padelli. In avvio di ripresa Spalletti toglie Pinamonti, al suo posto in campo Brozovic con Eder centravanti. Ed è il croato a sciupare una buona occasione, calciando a lato da centro area un perfetto assist di Karamoh. Il Pordenone sfiora due volte il gol.

Nel finale Spalletti si gioca la carta Icardi, ma anche il bomber argentino ha le polveri bagnate. Si va ai supplementari. Il Pordenone nell’extratime si chiude in difesa, erigendo un autentico muro. L’Inter sfiora il vantaggio con un colpo di testa di Icardi respinto dal palo. Il secondo supplementare vede l’Inter accusare la stanchezza ed è inevitabile l’epilogo ai calci di rigore dove sono decisivi Padelli con le sue parate e Nagatomo con la rete qualificazione.

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