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Rudy Vanoli: «Semplici come Conte, la squadra si salverà»

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Rudy Vanoli: «Semplici come Conte, la squadra si salverà»

Ferrara, l’ex biancazzurro ha seguito gli allenamenti del Chelsea e ieri quello della Spal. «Leonardo è attento ai particolari, sta facendo un gran lavoro. Serve fiducia»

FERRARA. Da Antonio Conte a Leonardo Semplici. Sono viaggi-stage di aggiornamento. E Rudy Vanoli non se ne priva. L’ex difensore della Spal, sempre legatissimo ai biancazzurri ed alla città, in questi giorni era a Ferrara. Ha assistito alla partita con il Torino (dopo aver visto anche quella contro il Verona, già che figurava tra gli invitati per le celebrazioni dei 110 anni), e ieri si è recato al Centro per seguire l’allenamento di mister Semplici.

«In questo momento in cui sono fermo - dice Vanoli - investo su me stesso. Giro, mi aggiorno. Sì, ero a Londra, al Chelsea. Antonio (Conte; ndr) è stato mio compagno di squadra nel Lecce, inoltre dallo scorso luglio mio fratello Paolo (ex c.t. delle Nazionali giovani nonchè assistente del c.t. Ventura; ndr) è entrato a far parte del suo staff. Seguo chi mi piace, come appunto Semplici. Che al pari di Conte ha l’attenzione per i particolari».

Vanoli, lei ha mietuto successi - Coppe, Supercoppa, titolo di campione nazionale - in Slovenia con Koper e Olimpia Lubiana, portando entrambi i club in Europa. E adesso?

«Ho contatti in corso con i Glasgow Rangers, un club bulgaro ed uno egiziano, e aspetto una risposta dalla Federazione del Kosovo: sono tra i candidati alla guida della Nazionale».

Allenatore senza frontiere...

«Dopo dieci anni all’estero il mio sogno sarebbe tornare in Italia e compiere un percorso come quello effettuato in Slovenia. Ma se la chiamata arriva da un altro Paese, vado».

Venendo alla Spal, che impressione le ha fatto?

«Sa ciò che vuole. A livello difensivo, ad esempio, i tre centrali accettano l’uno contro uno».

Le difficoltà non mancano.

«La Spal sta subendo dei gol perchè sconta errori individuali, vedi la prima rete del Torino: il centrale di sinistra non era posizionato nel modo giusto. Ed in A queste cose le paghi. Ma i gol al passivo non sono conseguenza di mancanze del reparto».

La Spal si salverà?

«La squadra vuole fare risultato, ci crede, ha elementi interessanti quali Lazzari e Vicari. È bene assortita e ben allenata, possiede qualcosa in più rispetto alle dirette rivali, ad esempio Crotone e Verona. Forse, Cagliari e Genoa hanno maggior conoscenza della categoria. Però Semplici sta facendo un grande lavoro, in simbiosi con la società. Fosse anche all’ultima giornata, la Spal riuscirà a salvarsi e ad ottenere così il risultato che tutta Ferrara merita: il pubblico di qua lo trovi solo al Sud, il nostro stadio è il 12º in campo».

Col Toro, sullo 0-2, nessun fischio...

«Giusto. La gente di Ferrara ha rispetto per i giocatori, Semplici ed una società che ha fatto il miracolo. Il sogno della A lo cullavamo noi negli anni ’90, quando oltretutto erano stati spesi parecchi soldi, ma l’hanno concretizzato i Colombarini, Mattioli e Vagnati, senza sperperare. Questa Spal ricorda il modello-Udinese nato vent’anni fa. La Spal ora deve lavorare a livello giovanile, così produrrà in casa ciò che le servirà».

E sul mercato cosa serve?

«Se la rivelazione è la Samp, che ha fatto 1 punto nelle ultime 5 gare, allora significa che le difficoltà in A ci sono per chiunque. Il campionato vero inizierà a gennaio. Oggi la Spal sarebbe salva, deve continuare a crederci e ad aver fiducia nei propri mezzi. Semplici sta effettuando un lavoro importante. Il rientro di Felipe, che ho avuto il piacere di allenare a Udine, compatterà la difesa. Acquisti? La Spal in questi anni ha vinto facendo leva sul gruppo. Da fuori vedo un insieme coeso, chi subentra a gara in corso lo fa con lo spirito giusto. Più che un acquisto di nome, che magari entra nello spogliatoio e ne rompe l’armonia, sono importanti gli equilibri».

Paolo Negri

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