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Spal-Everton Luiz: è sì A un passo l’acquisto del mediano brasiliano

Il centrocampista non si è presentato al raduno del Partizan, è a Maceiò Accordo totale tra il giocatore ed i biancazzurri, a breve l’arrivo a Ferrara

FERRARA. Pollice alto, signal positivo: Everton Luiz è (quasi) della Spal. Con tutte le cautele del caso, in considerazione delle mille variabili del mercato, si può affermare che il centrocampista brasiliano è ad un passo dai biancazzurri. Il giocatore, i suoi rappresentanti e la società hanno raggiunto un accordo totale, alla definizione dell’affare manca la risoluzione degli ultimi accordi con il Partizan Belgrado. Everton è a contratto con i serbi fino a giugno, ma ha rifiutato la proposta di prolungamento del vincolo. Numerose le offerte (Spal, Orlando City, Dinamo Mosca, Rostov, club turchi), ben forte la volontà di cambiare aria. Il Partizan non ha potuto che prenderne atto, a giugno perderebbe il giocatore a zero, tanto vale lasciarlo andare ora a fronte di un indennizzo, ovviamente non corposo..

A dimostrazione delle sue intenzioni, Everton Luiz non è tornato a Belgrado. Il campionato serbo sta osservando la pausa invernale, il Partizan si ritrovava mercoledì scorso - il 10 - per riprendere gli allenamenti al centro sportivo di Zemunelo prima di trasferirsi la prossima settimana a Cipro dove a Limassol sosterrà un lungo periodo di preparazione e amichevoli. Il brasiliano, però, non ha risposto alla convocazione, i suoi agenti (Marco Antonio Fava Fialdini e Marcelo Mascagni, soci nella Attacantti Sport Marketing - Goal Spirit) stavano e stanno risolvendo tutto con il Partizan.

Everton si trova infatti a Maceiò. Luogo incantevole, nel Nord Est del Brasile, sull’Oceano Atlantico: chi ci va, si innamora. Il centrocampista a Maceiò ha giocato, idolo assoluto del Crb (Clube de Regatas Brasil), campione Alagoano (Alagoas è lo Stato di cui Maceiò è la capitale) nel 2013, gol in finale agli acerrimi rivali cittadini del Csa. Everton lì è amatissimo. Giovedì pomeriggio si è recato al Ninho do Galo, il nuovo e moderno centro di allenamento del Crb a Barra de Sao Miguel, litorale sud di Maceiò. È andato a fare visita ai vecchi amici, funzionari, dipendenti, dirigenti. Ha ribadito il suo legame col Crb, manifestando l’intenzione di tornarvi per chiudere la carriera: «Ringrazierò sempre la società. Sono stato tre anni al Palmeiras e non ho avuto l’opportunità che ho avuto qui: il Crb mi ha aperto le porte. Sono grato per tutto, per questo penso di tornare. Un giorno, perchè adesso sto facendo un ottimo lavoro all’estero».

Ora , infatti, ci sono nuove sfide. Everton Luiz (apelido di Éverton Luiz Guimarães Bilher) è nel pieno della maturità, compirà 30 anni il prossimo 24 maggio, dal 2013 gioca in Europa prima in Svizzera (Lugano e San Gallo) e poi in Serbia (dal 2016 al Partizan). Si è adattato al clima europeo, ha conquistato titoli (campione di Serbia, Coppa serba), giocato sul palcoscenico continentale nelle Coppe. Due campionati di livello tecnico-tattico inferiori alla serie A italiana, ma molto esigenti sotto il profilo fisico atletico, ed in condizioni meteo non semplici. Everton in Serbia è stato duramente confrontato a odiosi episodi di razzismo - con ripercussione internazionale -, fatti che hanno pesato nella sua decisione di trasferirsi. L’Italia per lui rappresenta il punto di approdo più alto della carriera, i suoi agenti hanno sempre affermato che Everton a parità di offerte avrebbe privilegiato la Spal, la sua intenzione era ed è venire a Ferrara.

Normotipo (1.75), aggressivo, grande forza, bella falcata, cattivo, recuperatore di palloni poi pronto a ribaltare l’azione anche con inserimenti personali (ha passo, progressione), in Brasile ha giocato sia come 5 (primeiro volante) che 8 (segundo volante), cioè mediano davanti alla difesa e mezz’ala. Può quindi essere impiegato sia in un centrocampo “a quattro” che “a tre”. Titolare indiscutibile, in questa stagione col Partizan ha totalizzato 14 presenze e 1 gol in campionato, e 11 presenze tra qualificazioni di Champions e gare di Europa League.

Deve canalizzare il suo agonismo, che lo porta a prendere qualche ammonizione di troppo (11 in 25 gare stagionali, famoso il giallo al primo minuto del terribile derby con la Stella Rossa). Non gioca dal 13 dicembre (ultima gara del girone d’andata in Serbia) ma in Brasile si è allenato e non tarderà ad essere al top. L’approdo alla Spal è atteso a breve, questione di pochi giorni. I suoi agenti Fialdini e Mascagni si sono comportati con grande correttezza e impegno.

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