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Spal fa rima con Senegal, Babacar è nel mirino

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Spal fa rima con Senegal, Babacar è nel mirino

Dopo Gomis e Dramè si punta ad acquistare il terzo giocatore del Paese africano. Prezzi altissimi e concorrenza temibile: vietato illudersi però i contatti ci sono

FERRARA. He comes from Senegal, he plays for Arsenal...

Il coro, sull’aria di Volare di Domenico Modugno, è stato un must della tifoseria dei Gunners londinesi. Era il vibrante omaggio al Nazionale francese Patrick Vieira, assoluto idolo dell’Arsenal dal 1996 a metà degli anni 2000, e faceva riferimento alle origini senegalesi del fenomenale mediano, nato a Dakar.

Grande terra, quella senegalese. Anche per il calcio. E adesso, qui, alle nostre latitudini, lo sa anche la Spal. Prima, Alfred Gomis, miglior acquisto della scorsa estate, portierone di alto livello che in biancazzurro si è guadagnato le convocazioni con il Senegal e l’approdo ai prossimi Mondiali in Russia. Poi, nel giorni scorsi, l’arrivo dall’Atalanta, di Boukary Dramè, pure lui senegalese, in Nazionale fino al 2014: alla Spal, tornando a giocare con continuità dopo l’ultimo difficile anno a Bergamo, potrebbe ambire pure lui a Russia 2018.

Ma, adesso, la colonia senegalese della Spal si amplierà ulteriormente? Magari. E diciamo magari perchè il nome che gira è di quelli di primissimo livello: Khouma El Hadji Babacar, più semplicemente Babacar, 24enne centravanti che la Fiorentina non utilizza per quanto talento, rendimento e media-gol obbligherebbero a fare. L’attaccante è stanco di fare la riserva a Simeone, entrare per scampoli di gara - lasciando il segno - non gli basta. Tanto, mister Pioli non deroga dallo schema a una punta, quindi il Cholito ed il senegalese non giocheranno mai insieme.

E Babacar non ne può più, desidera lo spazio che merita. E qui si inserisce la Spal. Ok, avvertenze per l’uso: vietato farsi illusioni. Lo stesso mister Semplici - che ha un grandissimo rapporto con il suo ex pupillo ai tempi della Fiorentina Primavera - l’altro giorno alle sfilate di Pitti Uomo ha affermato che non ci si può arrivare, questione di costi.

Ok, è vero, le cifre possono spaventare. E la concorrenza è di rilievo: non tanto quella italiana (Sassuolo, Udinese: che hanno più della Spal?), quanto piuttosto quella estera rappresentata da Crystal Palace, West Bromwich Albion ed Everton in Inghilterra e dal Galatasaray in Turchia. Club estremamente danarosi o, comunque, con un potere d’acquisto ben superiore a quello della Spal. Epperò, mete non propriamente affascinanti: l’Everton stenta, il WBA non è certo club di prima (e nemmeno seconda...) fascia, il Palace è sì a Londra ma insomma...

Babacar restando in Italia si garantirebbe la migliore delle vetrine - anche in prospettiva Nazionale e Mondiali -, giocherebbe stabilmente, non avrebbe problemi d’inserimento. Ed in tale contesto la Spal rappresenterebbe la soluzione migliore, con un tecnico che conosce perfettamente il senegalese e che dal ritorno dei biancazzurri in serie A ne ha fatto il principale oggetto del desiderio. Ma la Spal come potrebbe arrivare al sogno - perchè tale è - Babacar?

Con operazioni di alta strategia economica e sportiva. Bisognerebbe convincere la Fiorentina al prestito (con opzioni assortite) e non alla cessione definitiva, il che potrebbe andare bene pure alla Viola che rivaluterebbe un capitale; sarebbe pure necessario trovare una partecipazione all’ingaggio; e sarebbe indispensabile liberare un posto e monetizzare un po’, o alleggerire la massa salariale. L’ultima via sarebbe possibile solo attraverso la cessione di Alberto Paloschi. Perchè Antenucci e Floccari non si toccano, Borriello non sembra sedotto da mete esotiche, Bonazzoli in organico ci sta.

Per Paloschi potrebbero aprirsi prospettive legate al giro degli attaccanti, un valzer non ancora iniziato, ma si sa che appunto Sassuolo e Udinese, oltre al Cagliari e forse al Chievo cercano qualcosa. La stessa Fiorentina, in caso di partenza di Babacar dovrebbe sostituirlo per continuare ad avere un vice-Simeone. Inoltre la Spal vanta sempre più consolidati rapporti con l’Atalanta (proprietaria del cartellino di Paloschi, i biancazzurri hanno l’obbligo di riscatto in caso di salvezza) ed anche ai bergamaschi potrebbe andar bene un’altra destinazione per Paloschi. Che, intendiamoci, il suo finora l’ha fatto, ma entra in questo discorso solo ed esclusivamente per le dinamiche di mercato.

Lo scenario è articolato, e complesso. Lo abbiamo premesso: vietato farsi illusioni. Ma non ci sono dubbi sul fatto che la Spal stia seriamente riflettendo a come fare un concreto tentativo per Babacar. La stessa stampa fiorentina, al proposito, è stata esplicita, ha inserito i biancazzurri tra le pretendenti ufficiali al centravanti. Il che non significa, ovvio, che poi il senegalese possa davvero sbarcare a Ferrara. Di sicuro sarebbe un colpo di altissimo livello, la degna ciliegina sulla torta del mercato invernale, l’elemento in grado di accrescere considerevolmente il tasso di competitività della squadra di mister Semplici.

Vedremo, si tratta di un’operazione che non si fa e non si farà certamente dall’oggi al domani ma che, nel caso, arriverà più avanti nel corso di questa finestra di mercato. Una situazione, comunque, da tenere attentamente monitorata, giorno per giorno. Sì, il sogno della Spal è Babacar.

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