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Laboratorio biancazzurro Semplici cerca alternative

Il club gli chiede un cambio di passo: allenatore al lavoro su modulo e uomini Il mister: «I punti che ci mancano dobbiamo prenderceli a cominciare da sabato» 

FERRARA. Trasformarsi da indomabili a naufraghi in appena sette giorni significa imboccare quel percorso che porta ad analisi severe e discussioni intinte nell’incredulità. La Spal battagliera e fiera vista con l’Inter, quella da rimonta di Udine e - ancor più - quella orgogliosa che rimette in piedi col fuoco e la passione match ormai sfuggiti come con Verona e Torino, è arrivata spenta ad uno degli snodi cruciali della stagione. Il faccia a faccia col Cagliari, gestito in maniera così debole, ha inevitabilmente introdotto una settimana di passione. In attesa, peraltro, di un rivale scomodo qual è il Milan. Se l’Inter, forte, era in fase involutiva i rossoneri (quotati) sono pure in un momento di espansione. Non esattamente un tappeto di petali di rosa per mister Semplici chiamato a recuperare punti e spremere vigore dai suoi. Non nuova la Spal, negli ultimi anni, ad uscire maluccio dai confronti diretti: in C con Pisa e Maceratese, in B con Verona e Frosinone. E in A pari moscio col Crotone, in disperata remuntada col Verona e doppio ko col Cagliari. Per non parlare del crollo in casa Chievo e dello scivolone col Sassuolo. Meno male che c’è Benevento...

Insomma, al primo vero incrocio col destino, alla Sardegna Arena, i biancazzurri più che scarichi sono sembrati paralizzati. Giusto che la società si sia preoccupata e che abbia aperto riflessioni ad ampio raggio, coinvolgendo la guida tecnica. Anche perché riflettere ed analizzare non significa voler cambiare per forza: il confronto è una risorsa. E ieri il ds Vagnati ha pure avuto un lungo colloquio con i giocatori. Molti di loro con testa sulla spalle e coinvolti nell’avventura, pertanto parlare con loro non porta certo a togliere autorevolezza a Semplici. Ora è necessario ripartire, ma come farlo dopo una sconfitta così brutta?

Inevitabile il ricorso alla prima delle qualità non allenabili, quella che Gattuso (allenatore del Milan, prossimo avversario al Mazza) chiama “giocare col veleno”. La tifoseria biancazzurra sabato sarà paziente e gladiatoria: i giocatori della Spal stiano sereni, il “popolo” è con loro. Non temano di sbagliare la giocata, ma osino e aggrediscano. Poi, chiaramente, serve altro. Ed è quello che la società ha fatto notare a Semplici lunedì: il modulo e gli interpreti si possono cambiare se alla lunga gli effetti non sono quelli sperati. Qualche biancazzurro può rifiatare: non è detto che debba essere titolarissimo chi attraversa una fase, fisiologica, di calo. Se Gomis esce di scena per fare posto a Meret, ci può stare che anche Viviani o Grassi saltino un giro o due.

Senza trascurare lo schieramento tattico. I famosi “numeri” che poco piacciono agli allenatori. Sì che è fondamentale lo spirito con cui si interpretano le disposizioni, però un filo conta anche come ci si mette sul prato verde. Semplici è restio a “mollare” il 5-3-2 fonte di gioco e soddisfazioni, eppure il 4-4-2 visto in qualche circostanza (negli occhi c’è sempre lo splendido secondo tempo di Bergamo) ha pagato dividendi interessanti. Dal mercato invernale, inoltre, sono arrivati giocatori duttili che possono permettere variazioni su vari temi. Kurtic seconda punta, oppure trequartista dietro a due attaccanti e davanti alla linea di centrocampo. Una sorta di 3-4-1-2 che potrebbe garantire protezione alla difesa (con un mastino in mezzo al posto di Viviani, tipo Schiattarella o Everton Luiz)e, al contempo, aiutare ad essere più incisivi in fase offensiva. Ipotesi, of course. Toccherà a Semplici valutare cosa si può fare: di certo la società gli ha chiesto di allargare gli orizzonti. Tra l’altro sabato mancherà lo squalificato Vicari, uno spunto in più per pensare eventualmente ad una retroguardia a “quattro”. Anche per questo la settimana di allenamenti sarà a porte chiuse: il laboratorio Spal cerca la ricetta per la pietra filosofale. Il margine di manovra esiste, anche se non larghissimo.

Perché il tempo scorre inesorabile e tante rivali qualche colpaccio in giro lo centrano. La società ha espresso fiducia nel tecnico, ma la sensazione è che sabato ci sia molto in palio. E sottotraccia c’è fermento nel mondo degli allenatori. A Reja, De Biasi e Guidolin, s’è aggiunto Andrea Mandorlini. «Tre punti ci separano dalla zona salvezza - scrive Semplici su Instagram - e questi punti dobbiamo prenderceli a cominciare da sabato».

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