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Limiti e virtù contrapposti ma le ferraresi ci sono

Promozione. Alla Copparese basterebbe tornare al successo per rilanciarsi Il Gualdo Voghiera deve aggiustare la mira, alla Portuense serve concentrazione

FERRARA. Due bicchieri mezzi pieni e uno pieno del tutto. E la bevanda è di classe. Oppure due squadre a recriminare su tutto e una tutto sommato contenta, ma senza urlarlo. Diventa difficile trovare il punto di vista che ci permette di dare la giusta prospettiva al momento delle squadre ferraresi di Promozione. Molto probabilmente, basta ragionare serenamente.

Cominciamo dalla Copparese. Nel girone d’andata era scintillante, conturbante, meravigliosa, travolgente. Fosse stata una storia d'amore, questa Copparese sarebbe stata una di quelle che finiscono su tutte le copertine patinate del gossip. Poi, lo stop e sei partite senza vincere per i rossoblù, che hanno consumato o quasi un enorme vantaggio sulla terza. Cosa succede? Probabilmente nulla di particolare. Mister Alessandro Baiesi, che nei momenti migliori teneva i piedi per terra, ma era fiducioso nei mezzi della squadra, si limita a dire che è un momento così. Stop. Che nessuno dica che il momento è troppo lungo. Questa squadra è terribilmente giovane, anche in molti dei suoi punti di forza. E, come spesso accade, i giovani non sono costanti. Se da un parte è logico che un gruppo che vola sulle ali dell’entusiasmo si ritrovi a vedere tutto che riesce magnificamente, con delle situazioni autofertilizzanti come un reattore nucleare, ci sta che, all’arrivare di un intoppo, paghi dazio. Così, tutto quello che entusiasmo e risultati portavano in più, diventa difficile da ripetere. La squadra resta solida, anche se paga alcune situazioni specifiche, e le paga sempre, ma non ha più la possibilità di “segnare una rete in più” con la facilità con cui ci riusciva nel girone d’andata. Evali, ottimo attaccante, domenica scorsa ha concluso una sola volta in porta, in una situazione in cui di solito non sbaglia. Bravo Mauri a chiudere, certo, ma... Probabilmente basta un po’ di calma, e magari vincere una partita o due, per ripartire. Non che sia poi facile, ma ci si può provare.

Per il Gualdo Voghiera è il solito discorso sugli errori. A Copparo ha giocato una gara quasi perfetta, ma un’incertezza difensiva ha concesso il pari alla Copparese, e due conclusioni vincenti sono finite sul palo a portiere intento a pregare che la palla uscisse. Una maggiore precisione (in una squadra, e non ci stancheremo di ripeterlo, organizzata, preparata, incisiva) darebbe quel qualcosa in più che il Gualdo, probabilmente, avrebbe nelle sue corde, ma che non riesce a tirar fuori. Ed è un peccato che non ci riesca, visto l’impegno enorme che ci viene messo. Ps: se era forse andato, Gherlinzoni è tornato. E non è solo: Vanzini ha un futuro enorme, se cresce come sta facendo.

Infine, la Portuense. Quando i rossoneri hanno le spalle al muro, propongono sempre buone gare. Quando possono andare in vantaggio, diventano letali. A volte devono svegliarsi dopo una rete o un’espulsione, ma il loro percorso di crescita è interessante e, soprattutto, sotto traccia. Se continuano così, i ragazzi di Buriani possono diventare una mina vagante alla fine del campionato, come fu l’Anzolavino lo scorso anno: Organizzati, solidi, capaci di giocare. Basta che la concentrazione resti al massimo.

Alessandro Bassi

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