Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

«Esperienza e sostanza Questa la ricetta salvezza»

Marchini non perde fiducia perché la Spal ha le armi per vincere la battaglia Parola di un ex biancazzurro che da calciatore ha lottato per non cadere in B

FERRARA. Lo chiamano “il Vecio”. È stato giocatore professionista. Un passato recente da allenatore ad Argenta e un presente, da poco, da tecnico per il Progresso Castelmaggiore. Una conoscenza quasi enciclopedica del calcio a tutti i livelli. Un occhio acuto e un pensiero “informato” su tanti aspetti del calcio: dalla A in giù. È Davide Marchini: non ci vuole tanto a capirlo, visto quanto è conosciuto il personaggio.

E allora, Davide, cominciamo dalla Spal. Lei in serie A ci ha giocato e sa ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

FERRARA. Lo chiamano “il Vecio”. È stato giocatore professionista. Un passato recente da allenatore ad Argenta e un presente, da poco, da tecnico per il Progresso Castelmaggiore. Una conoscenza quasi enciclopedica del calcio a tutti i livelli. Un occhio acuto e un pensiero “informato” su tanti aspetti del calcio: dalla A in giù. È Davide Marchini: non ci vuole tanto a capirlo, visto quanto è conosciuto il personaggio.

E allora, Davide, cominciamo dalla Spal. Lei in serie A ci ha giocato e sa benissimo come ci si trova a lottare per la salvezza...

«Ragionando da tifoso, credo che la Spal possa salvarsi. Approfondendo il ragionamento, e lasciando per un attimo l’anima spallina, credo che ci si possa salvare se si verificheranno una serie di condizioni».

A cominciare da?

«La Spal non è il Crotone, che ha un paio di esperti e molti giovanissimi. A Ferrara ci sono giocatori esperti, di sostanza, che alla lunga non falliscono. Si tratta di non commettere troppi errori e di metterci cuore e anima al 110%. In questo modo si può raggiungere la salvezza. Borriello, Floccari, Antenucci, Felipe e altri molte delle avversarie non li hanno».

Ma il gioco sembra non decollare...

«Chi ha mai visto una neopromossa giocare un grande calcio? Guardate il Pescara, lo scorso anno: prima Oddo, poi Zeman. E ha vinto una partita sola. Complimenti? Tantissimi, ma a divertirsi sono stati gli avversari. La Spal, quest’anno, ha giocato buone partite. Per esempio, contro l’Inter Semplici è partito in un modo che gli consentisse di contenere una squadra superiore; poi ha inserito la punta per cercare di raddrizzare la partita. O la gara con il Napoli. E altre. C’è la consapevolezza che non si può andare allo sbaraglio contro squadre più attrezzate».

Ma il problema sono i tanti scontri diretti persi quest’anno...

«Su questo si deve lavorare. Poi, ragioniamo: il mio modo di vedere il calcio è di tattica e aggressività. Per me certe partite le devi vincere o dare tutto per riuscirci. Invece, in qualche caso, magari per un errore banale, certi confronti li hai persi. Ma ci può stare. Si deve guardare avanti e lavorare».

Che ne pensa degli ultimatum al mister?

«Mettiamola così: per me, da tifoso, mister Semplici è e sarà un idolo. Per sempre. E se la Spal si salverà con Semplici, sarà ancora più idolo. Se si decidesse altrimenti, non avrei altro da fare che ringraziarlo di tutto quanto ha fatto. Detto questo, non mi sembra il momento per un cambio di allenatore. Mercato di gennaio chiuso, possibilità di rinforzi o di cambi di rosa praticamente bloccate. Se cambi mister, soprattutto uno che in questo ambiente ha fatto bene, lo devi sostituire con un mostro sacro: di altissimo livello. Con tutto quanto può comportare. Però, attenzione: adesso ci sono il Milan, il Napoli e poi vai a Crotone. Se le cose non vanno, con tutto il contorno di situazioni che ne potrebbero nascere, chi può dire cosa succederà? Comunque sia, ora serve personalità, carattere, dare tutto e anche qualcosa di più».

Scendiamo in Eccellenza: da pochi giorni è diventato l’allenatore del Progresso, lo stesso girone dell'Argentana. In una situazione di classifica che è più o meno simile a quella della Spal.

«Beh, noi abbiamo i playout a cui eventualmente puntare. È che ci sono squadre in competizione con noi che hanno caratteristiche pericolose e attitudine alla lotta. Io credo molto nella corsa e nella tattica applicata. Si tratta di cominciare a essere aggressivi, a togliere spazi, e ci sono diversi giocatori di buon livello che possono dare molto. Giocare buone partite a volte non basta, serve di più».

La “sua” Argentana sta andando bene.

«E non può che farmi piacere. Quest’anno ha un buon numero di giocatori abbastanza esperti, e stanno giocando con continuità due ragazzi di valore del ’99 come Piovaccari e Migliari, che già avevo lanciato io lo scorso anno. E il mister, Rambaldi, è uno che ha uno stile di conduzione della squadra che è molto simile al mio. E sta funzionando, come funzionò lo scorso anno. Campionato difficile, equilibrato. L’Argentana può andare anche meglio, ne ha i mezzi».

È andato a vedere molte partite di campionato: come vede le ferraresi di Promozione?

«Spiace che la Copparese sia in un momento difficile. Forse la sconfitta in casa con la Portuense, nonostante un’ottima partita, ha dato un colpo all’autostima. Prima stava andando benissimo, oltre ogni aspettativa: dopo ho visto qualche passaggio da rivedere. Ma è una squadra giovane, ci sta. E Baiesi è un allenatore di grande intelligenza. Per le altre due squadre, fino a un paio di settimane fa avrei parlato di delusione: per gli uomini che hanno, e per le loro potenzialità, secondo me Portuense e Gualdo sono due squadre da playoff. Poi ho visto che la Portuense si è un po’ ripresa e ha innalzato il rendimento, e ho visto giocare un buonissimo Gualdo. Se cominciano a mettere assieme risultati utili, possono dire la loro fono alla fine».

Alessandro Bassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.