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La Spal alla sfida con il Diavolo

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La Spal alla sfida con il Diavolo

Contro il Milan senza Vicari e con Cionek in forse cambiare è una carta da giocarsi

FERRARA. Cinquanta sfumature di bianco e azzurro. Nella settimana in cui il bunker Spal prepara una gara tostissima e delicatissima (ehi baby: sabato 10 febbraio alle 15 arriva il Diavolo), si gioca a togliere il mistero. Leonardo Semplici è stato tirato per la giacchetta, gli hanno poi più o meno esplicitamente fatto capire che - forse - anche il modulo va modificato per invertire una tendenza che volge al grigio. E magari lo stesso tecnico aveva in animo già di suo di uscire dal blindato 5-3-2: può essere che attendesse un minimo di acclimatamento dei nuovi arrivati di gennaio.

Diciamo che, adesso, potrebbe esserci stata un’accelerata. Il ko di Cagliari ha lasciato il segno per l’appiattimento generale: vigore modesto, qualità propositive basse, relativa capacità di alzare una barriera difensiva. «Siamo in un momento difficile e solo restando tutti uniti potremo uscirne» hanno sussurrato ieri a Bondeno, nella festa del club di Ospitale, Costa e Meret. Per la società il segnale d’allarme è suonato: vuoi vedere che da questo modulo s’è spremuto il massimo possibile? Possibile che con i nuovi interpreti ingaggiati nel mercato invernale la Spal non possa cambiare copione? Ecco, diciamo che ci si può pensare.

Con un’ulteriore chiave di lettura: la difesa perde di sicuro un interprete (Vicari, squalificato) e ne ha un altro fortemente in dubbio (Cionek, infortunato). Col rischio di dover rivoluzionare il reparto a “tre” (due innesti), magari è meglio ridisegnare l’intero sistema. Dunque, può maturare il pensiero di passare a “quattro” arretrando Lazzari a destra (posizione peraltro più volte occupata quest’anno durante alcune fasi in cui c’era l’urgenza di attaccare con tre punte). Stesso percorso a sinistra, dove da tempo staziona Mattiello. Ma adesso che Costa ha ritrovato la condizione, la gamba tonica e fresca di “Pippo” può andare in soccorso all’idea di un match più di sciabola che di fioretto. Il Milan ultimamente utilizza una sola punta, quindi i centrali possono essere due: l’inossidabile Felipe e Salamon stante il forfait di Cionek.

E non va scartata l’ipotesi che in mezzo, mettendosi anche in questa zona a “quattro”, passi il concetto di un mix di tecnica e corsa. Viviani, fin qui titolarissimo, può anche riposare un turno. Una fase di stanca (anche mentale) è fisiologica ed Everton Luiz - seppur non al top - almeno un’oretta la può garantire. Ai fianchi Schiattarella a destra e Grassi a sinistra. Quest’ultimo a scambiare zolle e posizione con Kurtic, finora utilizzato come un vero jolly: trequartista/seconda punta con l’Inter (poi nella ripresa centrocampista a sinistra), a destra col Cagliari sulla linea mediana. Col Milan potrebbe stazionare in partenza sul centrosinistra. E davanti, posta l’indispensabile presenza di capitan Antenucci, potrebbe tornare l’ora di Paloschi dall’inizio. Scommettendo sulle sue qualità di rapace dell’area di rigore e, pure, sul fattore psicologico: Alberto è cresciuto in casa rossonera. Ci terrà a dare morsi al pallone. Insomma, dopo Inter e Cagliari la Spal potrebbe mostrare un altro volto. Non male se fosse quello dell’impresa e di tale si deve parlare, perché comunque il bilancio tra estensi e milanisti è arido per Ferrara.

I confronti ufficiali giocati a Ferrara sono diciannove, con il bilancio che indica un successo biancazzurro, otto pareggi e dieci affermazioni rossonere. L’ultima sfida al Paolo Mazza si è giocata il 12 aprile 1981, nel campionato di serie B: la partita si concluse con la vittoria del Milan per 2-1. In quell’occasione, i due gol rossoneri messi a segno da Antonelli (16’ e 69’), vanificarono il provvisorio pareggio di Tagliaferri (20’). L’unico successo casalingo dei biancazzurri contro i rossoneri risale al 10 settembre 1978: nel match valido per la 4ª giornata del primo turno di Coppa Italia, la Spal si impose per 3-1 grazie alla doppietta di Pezzato (24’ e 88’) e alla rete di Gibellini (42’). Il gol della bandiera milanista fu siglato da Maldera al minuto 85, sul punteggio di 2-0 per i biancazzurri. Era agosto, una notte magica e stellata. A Ferrara, per giorni, non si parlò d’altro che di quel trionfo.
 

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