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Spal a Crotone: è l’ora della verità/LA DIRETTA

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CALCIO SERIE A

Spal a Crotone: è l’ora della verità/LA DIRETTA

Oggi lo scontro diretto per la salvezza: importante vincere, decisivo non perdere

FERRARA. Il campionato non finirà oggi. Comunque vada la partita di Crotone. L’evidenza, però, stride un po’ con i numeri. Che in caso di sconfitta della Spal vedrebbero i biancazzurri cadere a “-7” dai calabresi. Ci sarebbe ancora ampio margine per recuperare (12 gare a disposizione, 36 punti in palio), epperò bisognerebbe fare i... conti (in tutti i sensi) tanto con il contraccolpo psicologico quanto col difficilissimo compito di conquistare 8 punti più del Crotone nelle restanti partite. Servirebbero un’impennata biancazzurra ed un forte rallentamento degli uomini di Zenga.

Paloschi, in campo dall'inizio a Crotone
Paloschi, in campo dall'inizio a Crotone

Ma perché pensare male? Per la legge dell’attrazione, le energie negative portano negatività. Dunque, meglio ragionare in chiave fiduciosa. E ritenere che la Spal possa e riesca a fare risultato allo “Scida”. Ore 12.30, quartultima contro terzultima: 21 punti i rossoblù, 17 la squadra di mister Semplici. Scontro diretto. Se le cose andassero bene, il campionato - appunto - sarebbe tutto tranne che terminato. Ma Antenucci e soci si rilancerebbero alla grande. Soprattutto, ovvio, con una vittoria che li collocherebbe ad immediato ridosso del Crotone, nella speranza che giungano buone nuove anche da Firenze (il Chievo fa visita alla Viola), da Reggio Emilia (il Sassuolo ospita la Lazio) e domani sera da Cagliari ( i sardi ricevono il Napoli).


Dopo il successo di Benevento (17 dicembre 2017) la Spal ha infilato una striscia negativa. Pareggio (Torino), sconfitta (Samp), sconfitta (Lazio), pareggio (Udine), pareggio (Inter), sconfitta-sconfitta-sconfitta (Cagliari-Milan-Napoli). Morale: 3 pareggi e 5 sconfitte, 3 punti in 8 partite, sempre subendo gol (18 in tutto, tantissimi), spesso andando sotto nei minuti iniziali. Per la legge dei grandi numeri (nella terra di Pitagora il riferimento alle cifre diventa un must) la tendenza andrà pur invertita. È ora. Anzi, è l’ora. Oggi.

Come fare? Se fosse a conoscenza della medicina giusta, mister Semplici l’avrebbe già somministrata. Anche amara, se necessario. Magari ci sarebbe qualcuno refrattario ad ingoiarla, ma sarebbe un problemino di facile soluzione. Al di là di tutto, crediamo che l’allenatore abbia le idee chiare e sia deciso ad affidarsi all’usato sicuro: 5-3-2, ritorno alle due punte, ricorso alla vecchia guardia (Meret, Lazzari, Vicari, Antenucci, Floccari) ed ai pretoriani (Mattiello, Viviani, Kurtic - riportato nel ruolo di mezzala - e Grassi se recuperato in pieno altrimenti dentro un altro dei protagonisti - Schiattarella - della promozione). Basterà? No, se l’interpretazione dei protagonisti non sarà all’altezza. Ma loro vogliono recitare alla grande, sanno che i copioni futuri saranno figli della performance odierna.

L’assenza dello squalificato Felipe pone il rebus del difensore di centro-sinistra, già che altri mancini non ci sono. O si adatta qualcuno (Salamon favorito), o si ricorre a una mezza improvvisazione (Dramè, lui sì mancino naturale ma uomo di fascia più che di marcatura). A priori è l’unico vero dubbio, pur se vengono evocati altri interrogativi (5-3-2 o 5-3-1-1; Grassi o Schiattarella; Floccari o Paloschi). Per fortuna dietro c’è il rientro di Cionek, che fino all’infortunio stava facendo benissimo. Bisogna vedere se l’intervento all’occhio e lo stop di due settimane hanno lasciato qualche scoria.

Auspichiamo una prova maiuscola, anche caratterialmente, in un ambiente infuocato. Che il risultato possa essere utile, conservativo o rigenerante. Anche per non rischiare di veder riaperto il tormentone Semplici.
 

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