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Spal, scontro diretto doc. Col Chievo serve la vittoria

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la volata verso la salvezza

Spal, scontro diretto doc. Col Chievo serve la vittoria

La prova di Firenze ha visto la conferma di una squadra compatta e duttile. Ora con i clivensi snodo cruciale, importante anche se non decisivo, del torneo

FERRARA. La Spal ha fatto tanto, tantissimo. Ma, paradossalmente, ha... fatto nulla. E, dopo Firenze, si gioca la stagione. Più in generale, è il turno di domani sera che si annuncia come uno snodo cruciale del campionato dei biancazzurri. Pareggiando 0-0 domenica al “Franchi” la squadra di mister Semplici ha centrato il 7º risultato utile consecutivo. Performance apprezzabilissima in assoluto, ancor più se riferita ad una formazione che lotta per non retrocedere. Se il campionato fosse finito, la Spal sarebbe salva. Epperò mancano ancora sei giornate (Chievo, Roma, Benevento e Sampdoria in casa; Verona e Torino in trasferta). Il calendario, come distribuzione degli impegni, è favorevole. Ma la lotta resta apertissima. Escludendo il Benevento (orgoglioso e qualitativo, ma ultimo e irrimediabilmente in ritardo), la classifica dal basso verso l’alto dice: Verona penultimo a quota 25; Crotone 27; Spal (la prima al di fuori della zona rossa) 28; Chievo 30; Sassuolo 31; Cagliari 32; Udinese 33. Sette squadre in lizza per evitare due posti. Il margine della Spal è minimo. Al di là di punti e classifica, un altro aspetto importante: gli scontri diretti. Biancazzurri in vantaggio con Crotone e Udinese; in svantaggio con Sassuolo e Cagliari. Mancano i - fondamentali - match di ritorno con le due veronesi. Si vive sul sottile filo dell’equilibrio, dell’incertezza.

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Firenze ha dato ulteriori rassicurazioni alla Spal. Grande solidità, compattezza, duttilità, spirito di sacrificio, tutti disponibili ad aiutarsi l’un l’altro, a fare una corsa in più, buona condizione globale. Meret in evidenza con alcune grandi parate salva-risultato, ma non si creda che i biancazzurri siano stati a guardare. Ok, Sportiello non ha dovuto compiere parate (se non quella, con palla non trattenuta, sulla punizione di Viviani), però non si possono dimenticare vari episodi: il rigore prima dato e poi tolto; l’autogol sfiorato da Vitor Hugo sulla palla tesa di Lazzari; l’occasionissima sciupata da Vitale su cross al bacio di Lazzari; lo spunto di Antenucci con Sportiello evitato e palla all’indietro che nessuno ha raccolto; tre pericolosissime ripartenze concluse male per errori (scelte errate sia di Vitale che di Viviani) o valutazioni arbitrali (il fallo su Schiavon non sanzionato). Insomma, la Spal ha avuto le opportunità per colpire.

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I contenuti della gara di Firenze ed il risultato finale (7º utile di fila, come detto; 11 punti conquistati; 7 gol segnati e 5 - di cui 3 su rigore - subìti; 3 gare chiuse senza reti al passivo) hanno corroborato il capitale fiducia della Spal, e la sensazione che la squadra sia la migliore, sotto vari punti di vista, tra quelle in lotta per evitare la retrocessione. Ma non basta. Il clou arriva adesso. Domani alle 20.45 al “Paolo Mazza” andrà in scena il big match, lo scontro diretto, con il Chievo. Partita non decisiva ma fondamentale, che orienterà in maniera precisa - quello sì - il finale di campionato della Spal. L’essenziale è che la squadra di Semplici vinca, ed in tal caso opererebbe il sorpasso sui pandorini e si metterebbe tranquillamente alla finestra. Il Cagliari questa sera nell’anticipo di Milano con l’Inter, il Crotone domani con la Juve, l’Udinese in casa del Napoli e lo scontro diretto Verona-Sassuolo: queste le partite che interessano. E che potrebbero rivelarsi assai propizie. La Spal pensi a se stessa, poi guarderà in casa d’altri. In ogni caso il compito sarà assai complicato, perchè il Chievo è consapevole di giocarsi a sua volta tantissimo, ed anche perchè ha esperienza (anche troppa, se vogliamo) e fisicità da vendere, oltre al vantaggio di un giorno di riposo in più. Duello tattico tra Semplici e Maran: il tecnico biancazzurro sa di poter contare su una precisa filosofia, ma anche di avere la capacità di cambiare in corsa; il clivense potrebbe derogare dal suo 4-3-1-2 e giocare diversamente.

Vincerà chi ne avrà di più. Non basterà l’interpretazione tecnico-tattica, serviranno qualità temperamentali, agonistiche, e grande solidità mentale e psicologica. Sarà utile pure una buona dose di pazienza, andrà evitata la precipitazione. Fondamentale il collettivo, ma non si potrà prescindere dai singoli, dal loro impatto. Il Chievo ha argomenti, ritroverà Giaccherini mentre mancherà per squalifica il difensore centrale Bani. La Spal, ne parliamo a parte, dovrà andare oltre l’emergenza delle assenze per infortunio, alla partita di sabato con la Roma si penserà poi. Infine, di grande impatto - se non preponderante - sarà il ruolo del pubblico, che dovrà fornire un apporto trascinante. Il fattore campo può pesare moltissimo.

Importante non perdere? Sì, certo. Ma per fare strada e avvicinare la salvezza, sarebbe davvero opportuna la vittoria. Per compiere un balzo di rilievo. Per non avere il coltello alla gola sabato con la Roma, per non restare alla portata di chi non ha continuità, ne perde tre di fila poi magari centra un successo ed è di nuovo addosso - o subito davanti - ad una Spal che sta facendo il massimo. Esempi: nelle ultime 7 giornate il Verona ha perso 4 volte ma ha conquistato 9 punti, appena 2 in meno di una Spal che ha sempre fatto risultato; ed il Crotone, con ben 5 ko, ha comunque totalizzato 6 punti. L’Udinese, che ne ha perse addirittura9 di fila, è a +5 su questa Spal delle 7 gare utili. Dunque, si capisce bene perchè ai biancazzurri contro il Chievo serva l’affermazione.
 

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