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Corsa a sei e due poltrone da evitare

Cagliari, Udinese, Chievo e Crotone a rischio Verona quasi retrocesso in B. La Spal spera

FERRARA. Diamo i numeri. Sì, perché alla fine saranno proprio quelli a sentenziare chi rimarrà in serie A e chi, invece, scenderà in B. C’è da darli anche metaforicamente, ossia impazzire, perché le cifre in ballo, seppure a soli quattro turni dalla fine del campionato, sono tante. Come gli intrecci tra chi deve sfangarla, o comunque ci proverà fino all’ultimo respiro, e chi, al contrario, è in lotta per un posto più o meno soleggiato: scudetto, Champions League (le prime quattro classificate), Europa League (la quinta) e preliminari della stessa (la sesta). Proviamo a dribblare gl’inganni e a dare un senso a questa volata salvezza, posto che il Benevento è già matematicamente retrocesso e i posti in ascensore per scendere di categoria sono rimasti due. Ma anche che, matematicamente o no, a questo punto si possono ritenere salve le squadre dal Sassuolo (compreso) in su. L’ultimo sprint, dunque, è a sei squadre e alla fine saranno quattro a festeggiare.

Cagliari trema

Da buon ex difensore, mister Diego Luis Lopez ha messo le mani avanti: «La Spal ha un calendario più semplice del nostro», ha sentenziato l’uruguagio alla vigilia dell’ultimo poker di partite. Iniziamo proprio dal suo di calendario e dagli impegni dei rossoblù isolani: prossima gara a Genova, sponda blucerchiata, poi ricevono la Roma, vanno a Firenze e chiudono alla Sardegna Arena con l’Atalanta. Nessuno scontro diretto, ma ecco gl’intrecci cui accennavamo. Sampdoria e Viola paiono in calo, ma escluderle già dalla corsa per il sesto posto è forse un azzardo, in particolare bomber Quagliarella e compagni devono assolutamente vincere in casa domenica prossima, se vogliono raddrizzare un girone di ritorno alquanto anonimo e dare un senso alla stagione che li aveva visti partire come squadra rivelazione. Il match in casa con la Roma, al netto di possibili distrazioni dei giallorossi da Champions League (qualificazione alla finale o depressione per non averla conquistata, Roma-Liverpool si giocherà 4 giorni prima), non promette punti. Per il confronto con la Fiorentina valgono le considerazioni fatte per la Samp, infine l’Atalanta, che invece è in piena lotta per un posto in Europa e non arriverà certo senza motivazioni. Al di là dei confronti con i calendari altrui, come non condividere le preoccupazioni di Lopez? Tanto più che il suo Cagliari è in fase down e domenica è uscito dal campo tra i fischi dei sui appassionati tifosi, dopo una scialba prestazione e il pari a reti bianche con il Bologna.

Un Pozzo di guai

Ecco, qui siamo al delirio. A Udine è successo e sta succedendo di tutto. Le ultime, ieri: esonero di Oddo (e dell’intero suo staff tecnico), incassato il no grazie di Reja e Stramaccioni, rifiutato il ritorno da Delneri, la panchina è stata affidata a Igor Tudor. Sì, l’ex difensore croato della Juventus, che, appesi gli scarpini al chiodo 10 anni fa, è passato dal campo al ruolo di mister con lo Spalato: quattro anni da vice iniziando proprio con Reja, poi due da primo allenatore (subito vinta la Coppa di Croazia), quindi si è trasferito ai greci del Paok di Salonicco (esonerato), ai turchi del neopromosso Karabükspor e poi del Galatasaray, dove aveva finito la stagione scorsa e iniziato quest’ultima, prima dell’esonero lo scorso dicembre con la squadra seconda in classifica. I tifosi, che sono in rivolta contro la famiglia Pozzo, accusata di aver messo in secondo piano l’Udinese per investire attenzione e risorse sul Watford in Premier League, volevano il ritorno di Guidolin: è arrivato l’allievo di Reja e Conte. In ogni caso, i bianconeri friulani sono reduci da 11 sconfitte consecutive e il loro rendimento nel girone di ritorno è terrificante. Il loro calendario? Dopo il ko interno (e con rimonta) con il Crotone, se domenica non vincono a Benevento, conteranno ben poco gli avversari seguenti. In ogni caso, avranno poi l’Inter (in piena lotta europea) in casa, lo scontro diretto al Bentegodi con il Verona e l’ultima con un demotivato Bologna. Nonostante tutto, “rischiano” di fare punti e tirarsi fuori dai guai.

Una città che brucia

Verona teme di sparire dal palcoscenico che conta. Una realtà provinciale con ben due squadre in serie A, ma che sta assistendo al loro declino. Un piede già in B per l’Hellas, di cui ci occupiamo ampiamente in altre pagine, attesa, oltre che dallo scontro diretto di domenica con la Spal, da impegni proibitivi con Milan e Juve e dall’altro faccia a faccia salvezza con l’Udinese. Coltivare speranze di rimanere in serie A è utopistico, dopo il ko nel posticipo con il Genoa. Qualche speranza in più per il Chievo. Concentriamoci su quest’ultima, allora, attesa dalla trasferta “impossibile” a Roma contro i giallorossi e dallo scontro diretto casalingo con il Crotone: pare questa la partita che segna il bivio per i gialloblù clivensi, ma la successiva trasferta a Bologna e la chiusura interna con il Benevento potrebbero invece essere i confronti a cui chiedere punti.

Una città che spera

Crotone, salva lo scorso anno all’ultima giornata, con aiutino dell’Empoli che si è immolato nello stesso turno andando a perdere sul terreno del già retrocesso Palermo. E quest’anno? La cura Zenga ha fatto bene, ha fatto male e chissà cosa farà. E se sarà abbastanza. Con un calendario del genere, anche l’ex portierone dell’Inter e della Nazionale farà fatica a inventarsi qualcosa. Fare punti domenica con il Sassuolo è possibile, magari anche 3, ma poi... Uno a Chievo? Può essere, ma Lazio e Napoli sono fuori dalla portata dei rossoblù calabresi.

Una città che sogna

Eccoci a Ferrara. Anche della Spal parliamo altrove, tanto, tutti i giorni. Restiamo sul calendario, quello che mister Lopez definiva più facile del suo. I biancazzurri hanno senz’altro il destino nelle proprie mani, anche non dovessero vincere domenica a Verona. Le gare interne con Benevento e Sampdoria, ma anche la trasferta a Torino contro i granata, sono occasioni ghiotte per raccogliere punti, contro squadre che non hanno più niente da chiedere alla stagione. Ma anche il Verona, da questo finale di campionato cosa vorrà mai pretendere? Sì, il calendario può aiutare: allora, calma e gesso, nonostante la posizione di classifica alla vigilia di quest’ultimo sprint, nonostante infortuni e acciacchi, nonostante il fiato corto. E poi, diciamolo: altrove si contesta, qui al “Mazza” e, al pari o quasi, in trasferta, si incita da prima dei match a ben oltre dopo: il muro, solidissimo, sull’asse società-staff tecnico-squadra-tifosi è componente aggiuntiva che nessun’altra avversaria può vantare.

I verdetti

Ma come, si dirà, non si era partiti dai numeri? Che fine hanno fatto? Tutto quanto premesso e sviscerato sin qui, diamoli questi numeri. Ecco la classifica finale delle sei in lizza, letta a partire dall’ultima posizione e, per qualcuna, con una “forbice”: Verona 27, Crotone 33-35, Chievo 34-36, Cagliari 35, Spal 37, Udinese 40. Come dire che lo scontro diretto fra Chievo e Crotone potrebbe assomigliare a uno spareggio e che il Cagliari, come giustamente teme Lopez, è a rischio. Che il Verona non ha speranze e che l’Udinese, nonostante tutto, si può salvare agevolmente. Ma, soprattutto, che alla Spal potrebbero bastare addirittura solo una vittoria e due pareggi nelle prossime quattro gare per rimanere in serie A, sebbene il possibile arrivo alla pari a quota 35 con il Cagliari (che potrebbe vederla soccombere per differenza reti), consigli di raccogliere 7 punti. Due vittorie e un pareggio: cosa sarà mai?

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