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Allegri: «Poco rispetto per la Juventus»

Il tecnico prima della festa si toglie dei sassolini: «Napoli super ma mai in finale». Con il Verona ultimo atto per Buffon

TORINO. È festa no stop alla Juventus, ma Allegri, alla vigilia della passerella finale allo Stadium e poi nel centro cittadino, non risparmia le frecciate ai rivali del Napoli con i quali i campioni d'Italia hanno duellato tutto l'anno. E si toglie gli ultimi sassolini: «Chi non ci fa i complimenti per lo scudetto manca di rispetto al lavoro fatto dai giocatori, che sono stati straordinari». Il tecnico livornese mette sul piatto i trofei vinti, quest'anno e nei tre precedenti, e rincara la dose: «È improponibile mettere a confronto la Juve, che ha vinto scudetto e Coppa Italia per quattro anni consecutivi e giocato due finali di Champions, al Napoli, artefice di una stagione straordinaria, ma che non ha giocato una sola finale».

Juve-Verona sarà la celebrazione degli ultimi trofei e di Buffon nel giorno dell'addio ai colori bianconeri (quantomeno in campo). «Godiamoci questa festa, con i nostri tifosi», dice Allegri. Poi arriverà il momento di sciogliere gli ultimi dubbi del tecnico. «Le possibilità che rimanga sono altissime - risponde alle incalzanti domande - alla Juve sto bene, con la società ho un ottimo rapporto, non vedo elementi che possano farmi cambiare idea. Ma è normale che ci si debba incontrare e pianificare con lucidità. Ci vedremo la prossima settimana. Con il Verona sarà importante festeggiare il quarto scudetto, la Coppa Italia e la chiusura dei 20 anni di carriera di Buffon alla Juventus, uomo importante all'interno dello spogliatoio, un campione che rende tutte le cose facili. Per il suo futuro penserà lui e saprà cosa fare».

Buffon, il calciatore più vincente della storia della Juventus, ha contribuito fortemente ai sette scudetti consecutivi, gli ultimi quattro conquistati con Allegri: «Il primo anno è stato quello della consapevolezza, il secondo è della tenacia. Il terzo è stato lo scudetto della costanza, perché siamo partiti e siamo arrivati in testa, mentre questo è stato quello più bello, quello dell’orgoglio». E visto che è il momento di liberarsi da ogni peso, Allegri torna ancora sull'ultimo Juve-Napoli: «Dopo quella sconfitta ero praticamente inadeguato a fare l'allenatore, tutti avevano dato lo scudetto al Napoli perché aveva un calendario migliore, perché era in forte ascesa. Ma proprio la settimana dopo è stata più bella della stagione, i ragazzi e l'ambiente sono stati straordinari a mantenere l'equilibrio, avere la convinzione che comunque un colpo loro l'avrebbero perso». Ma presto sarà tempo di pensare alla prossima stagione: «Ogni tanto qualche giocatore è scontento perché deve andare in panchina, con i giocatori ovunque ci sono discussioni. Ma chi rimane alla Juventus deve sapere che il 7 o 9 luglio, quando ci raduneremo, saremo pronti per un'altra stagione a livelli importanti, sarà più difficile vincere. Altrimenti, è giusto che chiedano di andare via».

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