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Febbre a 90’: la Spal cerca l’ultima magia/LA DIRETTA

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Febbre a 90’: la Spal cerca l’ultima magia/LA DIRETTA

Riceve la Sampdoria e se vince è salva. Rientra Lazzari per una gara che vale tutto

FERRARA. Chi finge allegria («Sono sull’orlo di un esaurimento nervoso, non dico piangere vedendo Rocky ma quasi» scherza Zenga, mister del Crotone), chi chiama a sintesi l’orgoglio («Venite al Mazza tutti vestiti di biancazzurro, fatelo vedere ai ragazzi quanto pulsa Ferrara» batte sul cuore il tecnico spallino Semplici) e chi tace come sempre (Sarri conducator del Napoli). Siamo al passo che vale tutto.

Oggi alle 18 vanno in scena le sfide salvezza, che per quanto riguarda la Spal si giocano sostanzialmente su due campi: il Mazza e il San Paolo dove è di scena il Crotone. Tutto in contemporanea: ore 18. Per gli spallini è, in fondo, dannatamente chiaro: se battono la Sampdoria sono salvi indipendentemente da quanto accadrà altrove. In caso contrario sono legati ai rossoblù calabresi pitagorici. Se la Spal pareggia, il Crotone deve a sua volta impattare o perdere; se la Spal inciampa, altrettanto deve succedere ai Zenga boy’s.

Chi dissimula, chi fa aumentare i battiti, chi manifesta disinteresse. Negli States lo chiamano Fever pitch. In Europa, dove il calcio è religione laica, altro non è che Febbre a 90’. Abitudini, riti, tic: ognuno ha il suo. Il tifoso mette l’etichetta al momento e lo “mastica” come gli suggerisce l’istinto. È quanto ha raccontato lo scrittore inglese Nick Hornby nel suo libro intriso di passione pallonara. Oggi Ferrara vive così, al culmine di una settimana infinita. Quella che i tifosi hanno raccontato di pancia («non dormiamo più di due ore per notte») e che il presidente biancazzurro Mattioli ha impastato nel «sì, è stata una settimana lunga».

Okay, adesso si gioca. Ieri in tarda mattinata mister Semplici ha messo il timbro sulle indicazioni che erano uscite in settimana: Lazzari ha fatto di tutto e di più per recuperare dal guaio al ginocchio (è rimasto fuori con Benevento e Torino) e contro il Doria ci sarà. Parte lui probabilmente, poi a cronometro lungamente in corso spazio magari a Mattiello. A sua volta di rientro dopo noie muscolari. Recupera Viviani e si riprende il bastone del comando, considerato che Schiattarella continua a stringere i denti ma sembra venir buono più da subentrante. Geometrie e - chissà - una punizione velenosa sono nelle corde di Viviani, che peraltro con la Sampdoria ha un conto in sospeso: un suo intervento in area a Marassi venne sanzianto al 92’ come rigore. Inesistente. Si era sullo 0-0.

Dietro toccherà a Simic (ex blucerchiato) rilevare lo squalificato Cionek. Alla Spal mancano anche Everton Luiz e Salamon. La Sampdoria di Giampaolo scende al Mazza quieta nelle ambizioni di classifica, certamente non remissiva tanto da recitare da sparring. Ne ha fuori quattro e tutti competitivi (Viviano, Barreto, Sala e Zapata), per contro rimette la “camiseta” bomber Quagliarella (19 reti finora) che partirà dalla panchina. È in mezzo e sulla trequarti che brilla il talento genovese: Torreira, Praet e Ramirez.

Queste le condizioni di partenza, il resto sono sfumature di pura psicologia. «È la testa che fa tutto» ripete come un guru mister Semplici. Vero, pure le gambe contano però. Spal ovviamente con motivazioni alle stelle, pertanto attesa ad una prova di corsa e pura “garra”. Senza lasciare negli spogliatoi un aspetto altrettanto decisivo: lucidità nel leggere i momenti e nervi saldi. Se per qualche motivo qualcosa all’inizio andrà storto, c’è tempo per rimontare. Quest’anno la Spal di reazioni ne ha avute tante e accecanti: Benevento, Verona, Torino... Giusto per citarne alcune. Sarà invasione biancazzurra. Non soltanto nei numeri (oltre 12.000 spettatori allo stadio), pure come partecipazione emotiva. Tornata in serie A dopo quarantanove anni, la società estense merita di chiudere con la salvezza un capitolo esaltante. Vittoria della Lega Pro, trionfo in serie B. Il triangolo magico ha bisogno dell’ultimo piccolo-grande sforzo. La trama è iniziata ad agosto con il pareggio all’Olimpico (0-0) contro la Lazio, il sogno era arrivare all’ultima con la Sampdoria essendo ancora in corsa e dipendendo esclusivamente da se stessi. Beh, ci siamo.

Dai ragazìt, la favola deve continuare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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