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Tortu, il figlio del vento dall’anima ferrarese

Marcello Magnani è il manager del nuovo recordman italiano dei 100 «Filippo, ragazzo speciale: a Madrid abbiamo fatto l’alba parlando di Spal»

FERRARA. Ha un manager ferrarese ed è persino un po’ spallino, il nuovo primatista italiano dei 100 metri piani. Hanno corso in due, infatti, sotto il muro dei 10’’ l’altra sera al Meeting di Madrid. Non c’era solo Filippo Tortu che con il suo straordinario 9’’99 diventa l’italiano più veloce di sempre superando il mito di Mennea dopo trentanove anni, ma c’era anche il suo manager, il ferrarese Marcello Magnani: «E’ stata una giornata che ha messo a dura prova le mie coronarie» rivela l’indomani il manager del nuovo “golden boy” dell’atletica italiana. E quando lo ascolti al telefono ti rendi conto che è come se la gara l’avessero fatta insieme, mano nella mano a incitarsi l’un l’altro, a farsi forza per raggiungere questo incredibile traguardo.

Figlio d’arte

Magnani, figlio d’arte (papà Massimo è stato Commissario tecnico della Nazionale di atletica) è come se avesse partecipato alla gara col suo assistito. «Ho detto subito grazie a Filippo per questa gioia immensa e lui, invece, mi ha detto: sono io che ringrazio te. Quasi non ci credevo». Classe 1978, Marcello Magnani da 18 anni a questa parte gira per il mondo in cerca di giovani talenti con un occhio di riguardo per gli italiani. «Ho iniziato il lavoro di manager sulle orme di mio padre. Prima nella gestione dei suoi atleti, proseguendo poi per la mia strada in maniera autonoma. E’ un lavoro che ti porta via tante energie, ma ti regala tante gioie come questa». Torniamo a venerdì 22 giugno, a quella giornata incredibile e ricca di colpi di scena, gli istanti successivi al conseguimento del record nel meeting di Madrid. «Ci siamo abbracciati, il nostro rapporto è ottimo e va oltre l’aspetto professionale - spiega Magnani -. Che abbiamo fatto? Abbiamo festeggiato. D’altronde Filippo è un ragazzo di soli 20 anni ed è giusto che sia così. Abbiamo fatto le ore piccole, risposto ai tanti messaggi ricevuti e abbiamo goduto di un momento incredibile. Siamo rientrati in albergo solo alle prime ore del mattino».

Lavoro e amicizia

Una storia di lavoro e amicizia nata quattro anni fa. «Ero rimasto impressionato dai risultati di questo ragazzo e ho voluto vederci chiaro - racconta il nostro Marcello -, volevo capire come si allenava e cosa aveva di così speciale. Ho scoperto che era puro talento, allenamenti normali come si addicono a ragazzi della sua età: costanza, impegno e studio, perché Filippo adesso fa l’Università e non ha mai trascurato i suoi impegni fuori dall’atletica. Ho capito che da grande poteva fare cose importanti e allora l’ho voluto nella mia scuderia. Ho conosciuto la famiglia, è bastata una stretta di mano col padre e adesso eccoci qui». Difficile dire oggi dove possa arrivare Tortu, brianzolo di origini sarde, e quali record possa battere in futuro. «E’ ancora molto giovane, diamogli tempo, non so dire fino a dove possa spingersi, ma sono sicuro migliorerà ancora».

Anima biancazzurra

Che sia un ragazzo straordinario, ma con abitudini comuni ai suoi coetanei, ce lo rivela proprio Magnani quando ne racconta la passione per il calcio. «E’ “malato” di pallone, gli piace la serie A e, indovina un po’, grazie a me tifa pure per la Spal. Pensa che al Fantacalcio schiera una coppia d’attacco decisamente ferrarese: Paloschi-Antenucci. Non posso promettere nulla, ma proverò a portarlo in città, compatibilmente ai reciproci impegni. Filippo mi ha chiesto di assistere assieme a Spal-Juventus, a Ferrara, e se sarà possibile lo faremo». Adesso però c’è l’estate, tanti meeting, i Giochi del Mediterraneo e poi l’Europeo. C’è ancora tanta strada da fare, da correre assieme e se possibile, più veloci del vento. Record dopo record al sapore ferrarese.

Corrado Magnoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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