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È già tempo di emozioni, la A chiama i biancazzurri

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Il punto

È già tempo di emozioni, la A chiama i biancazzurri

IL PUNTO

Scherzando, spesso, il ritornello rimbomba: “Il calcio non si ferma mai”. E in effetti fa un po’ strano pensare che fra tre giorni la Beneamata tornerà a calcare il prato verde. Eppure è così, anche se in bocca c’è ancora il sapore della rotonda e salvifica vittoria di fine maggio sulla Sampdoria.

Ci sono i Mondiali in corso, ci sono giocatori che ancora non hanno fatto vacanza, e intanto altri colleghi smettono le ciabatte rimettendo scarpe bullonate.

La Spal riparte. Ritrovo giovedì al centro Fabbri di via Copparo, poi sabato gruppone in ritiro a Tarvisio. Motori riaccesi mentre c’è un po’ di caos tra il Chievo deferito per presunto illecito amministrativo, il Parma nei guai per presunta combine e il Frosinone che potrebbe giocare due turni interni a porte chiuse. I biancazzurri iniziano ovviamente con un organico da work in progress, perché la stagione inizia presto e il mercato finisce tardi. Oddio, quest’anno un po’ meno tardi del solito: stavolta la prima di campionato non sarà condizionata da trattative ancora in corso.

La voglia matta c’è anche se questo pallone non smette mai di rotolare. Fosse per il presidente Mattioli, a dirla tutta, una sola settimana di astinenza è già troppa roba. Lui vive “la” Spal e “di” Spal. Ma anche Ferrara inizia a vibrare, perché la Serie A ha sempre occhi languidi e ammiccanti. Seconda stagione consecutiva di massima serie. E non ci si abitua mica a pensare già ai viaggi a San Siro e all’Olimpico, al Mazza tutto nuovo che ospiterà Napoli e Juventus.

Domani si alza il sipario sulla campagna abbonamenti, le famiglie inizieranno a far di conto. Il calcio non si ferma mai, la passione neppure. —


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