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Con “Sniper” Swann il Kleb ora è più protetto

L’arrivo della guardia al posto di Pressley rafforza le ambizioni della società. Salvezza sì, però senza soffrire troppo

ferrara

Un senso di sollievo accompagna il fine settimana dell’universo Kleb Basket. L’ingaggio di Isaiah Swann ridà fiato all’imminente maratona salvezza del team, magari aggiungendo manciate di possibili soddisfazioni aggiuntive. L’obiettivo non cambia, il modo di arrivarci magari sì. Ma è chiaro che la scelta di “provare” Bryce Pressley aveva leggermente allarmato. Un giocatore tutto da scoprire e da aspettare con pazienza in un contesto già zeppo di giovani italiani. Quindi a loro volt ...

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Un senso di sollievo accompagna il fine settimana dell’universo Kleb Basket. L’ingaggio di Isaiah Swann ridà fiato all’imminente maratona salvezza del team, magari aggiungendo manciate di possibili soddisfazioni aggiuntive. L’obiettivo non cambia, il modo di arrivarci magari sì. Ma è chiaro che la scelta di “provare” Bryce Pressley aveva leggermente allarmato. Un giocatore tutto da scoprire e da aspettare con pazienza in un contesto già zeppo di giovani italiani. Quindi a loro volta da coccolare a mani giunte alzando, talvolta, uno sguardo verso il cielo. A Fantoni e alla superstar Hall si sarebbero chiesti miracoli in serie. Ora, con Swann, il puzzle affidato a coach Bonacina ha più senso: quatto senior tosti in quintetto (e già Panni è da verificare alla prova da titolarissimo) con due statunitensi di acquisito valore.



In realtà, al di là degli sfortunatissimi problemi familiari che hanno indotto Pressley ad un precipitoso rientro negli States, appariva evidente come il mercato del Kleb fosse tutt’altro che chiuso. L’escape del 15 settembre, la possibilità di uscire in fretta dal contratto con Pressley, ne è la prova. Non trovando il giocatore giusto, al contempo non volendo iniziare la preparazione con un “buco”, lo staff Bondi ha accettato la scommessa Bryce ben sapendo che difficilmente avrebbe retto all’urto della A2. Mentre Pressley sarebbe stato comunque saggiato in qualche amichevole, il ds Pasi il mercato ha continuato a monitorarlo. Eccome. Semplicemente, il rientro del giovane Usa a casa ha anticipato i tempi. Il Kleb con Swann stava trattando da giorni, altrimenti non si spiegherebbe la rapidità con cui il management estense in meno di 24 ore ha reperito il sostituto. Isaiah era stato contattato a fine luglio: costava troppo. A metà agosto, rischiando di rimanere senza squadra, ha accettato la nuova offerta di Ferrara. Più alta, va detto, di quella iniziale. Il presidente D’Auria non ha lesinato sforzi.



Sbarca a Ferrara un mancino che sa far canestro in uscita dai blocchi, colmando la voragine lasciata da Cortese. Arriva la guardia che sa costruirsi un tiro in “uno contro uno”, come talvolta faceva Rush. Soprattutto è un appoggio per Panni. Giramondo e tosto (Italia, Israele, Germania, Turchia, Venezuela), Swann ha una doppia dimensione. Fuori dal campo è “Zeke” (Ezechiele): sorridente, gentile, papà e marito. Di profonda educazione religiosa. Sul parquet è “Sniper”, il tiratore scelto. Il bomber che al Kleb serve come ossigeno, ma anche il cestista di buone “letture” tattiche. «Non è un egoista e ama servire assist» dice Pillastrini, che l’anno scorso l’ha allenato a Treviso. Mesi fa Swann ha postato una foto con Kenny Hasbrouck, idolo dei tifosi estensi. Fosse un vero passaggio di consegne, al palasport di Ferrara si vedrebbero gioielli. —