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Petagna nella compagnia di CR7, Icardi e Higuain: è gran caccia al gol perduto

L’attaccante della Spal è ancora a quota zero dopo tre partite di campionato: «So che mi hanno preso per segnare: punto alla doppia cifra per la salvezza»

FERRARA. «Sono perfettamente consapevole che la Spal mi ha preso anche e soprattutto per segnare. Sono pagato per quello. Punto alla doppia cifra, sarebbe importante in ottica salvezza». Lo dice al periodico “AM” Andrea Petagna, attaccante biancazzurro ancora a secco. Tre giornate di campionato, lui senza una goccia di soddisfazione. Col Bologna stoccata siderale di Kurtic, con il Parma girata spaziale di Antenucci. Col Toro tutta la truppa estense a secco. No gol, no assist. Perché all’esor ...

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FERRARA. «Sono perfettamente consapevole che la Spal mi ha preso anche e soprattutto per segnare. Sono pagato per quello. Punto alla doppia cifra, sarebbe importante in ottica salvezza». Lo dice al periodico “AM” Andrea Petagna, attaccante biancazzurro ancora a secco. Tre giornate di campionato, lui senza una goccia di soddisfazione. Col Bologna stoccata siderale di Kurtic, con il Parma girata spaziale di Antenucci. Col Toro tutta la truppa estense a secco. No gol, no assist. Perché all’esordio Jasmin s’è sostanzialmente messo in proprio con uno “scaldabagno” da trenta metri, mentre sette giorni dopo - sempre al Dall’Ara - il passaggio vincente per “Anteseven 7” è stato di Lazzari. «Che ha una velocità fuori dal normale» sussurra Petagna.

Che il corazziere Andrea, nipote di quel Petagna che negli anni Sessanta tanto bene ha fatto dalla panchina guidando la beneamata, non fosse un bomber era noto. Non è uno sfondareti, semmai un colosso che dà battaglia sulle palle alte. Che gioca di sponda. Che fa salire la squadra. Magari che infila la zampata di forza. Attenzione, quella tutta potenza perché il gol di rapina è nelle corde di Paloschi. Petagna è ancora fermo al via alla voce “marcature”. Ma non ha demeritato, in termini di partecipazione emotiva e di costruzione del gioco. Certo non ha i piedi “educati” di Antenucci, né l’intesa col capitano e collega di reparto è ancora cementata. A volte uno suggerisce il passaggio largo, l’altro cerca l’imbucata centrale. Mister Semplici martella sulla coppia: “dai e dai” per consolidare il reparto. Sa che Paloschi in questa fase è un po’ penalizzato. Ma deve insistere e fa bene, poi la stagione è lunga e lo spazio non mancherà. Ricorderete che l’anno scorso, ad inizio avventura, in avanti giocavano Borriello e Floccari. I sigilli decisivi, in Primavera, furono di Antenucci e “Paloschino”.

Ecco, Petagna non è un goleador di razza ma qualcosa di meglio può fare. La settimana scorsa a Torino, nel primo tempo e sullo 0-0, Antenucci gli ha servito un pallone al bacio al limite dell’area. Il tiro a “giro” di Andrea s’è perso al largo. Poca convinzione e ferocia al minimo. Una chance così, che in casa Spal non abbonda, va sfruttata meglio. Come col Parma: biancazzurri in vantaggio, un paio di situazioni per il 2-0 Petagna le ha avute. Una di testa, l’altra in contropiede. Conclusioni deboli, partita rimasta aperta e ducali che al 90’ quasi impattavano. «Sono cresciuto nel mito di Vieri - racconta Andrea ad “AM” -, ma adesso il mio punto di riferimento è Benzema del Real Madrid: è un centravanti completo che segna e fa segnare. Oltre a salvarmi con la Spal, punto a entrare in pianta stabile nell’Italia di Mancini». Al momento, Petagna divide la partenza al ralenty con fenomeni che hanno una stupefacente dimestichezza col gol. Alcuni di loro, pur essendo “alieni” del pallone, sono incredibilmente sfiorati da qualche mugugno. Sale sempre più il partito di quelli che stanno aspettando al varco Cristiano Ronaldo. Ma come, puntano il dito: il mito non ha ancora spaccato le reti. Non smazza assist. Anzi, si sta innervosendo in quanto non è ancora riuscito a brindare al sigillo bianconero numero uno. E vogliamo parlare di Maurito? Massì, l’Icardi interista che ha fama di Attila dell’area di rigore. Se passa un pallone, l’argentino timbra. Beh, quest’anno più che altro stecca. Un paio di volte col Sassuolo, idem col Torino. E a differenza di Petagna, Icardi pascola raramente fuori dall’area di rigore. Un altro mammasantissima che finora non ha francobollato risponde al nome di Higuain. Il “Pipita” invero è già leader del Milan, addirittura ha cambiato modo di muoversi: viene incontro ai centrocampisti, suggerisce linee di passaggio. S’è preso la squadra sulle spalle e otto giorni fa contro la Roma, al 94’, invece di farsi ingolosire da un tiro complesso seppur al limite dell’area ha servito una palla al bacio poi rifinita in porta da Cutrone.

Insomma, per ora Petagna è in mezzo al guado. Non ha ancora fatto centro («ma quest’anno rispetto all’Atalanta gioco più vicino alla porta») né offerto passaggi vincenti. Al contempo ha già fatto intravedere qualità che lo rendono indispensabile. Lunedì 17 arriva l’Atalanta. Hai visto mai... —