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Riconoscimento alla carriera per Roberto Pazzi

L’autore ferrarese l’11 marzo riceverà il Premio “I Murazzi” a Torino per «la vastità di opere scritte»

La giuria del Premio “I Murazzi” attribuisce il Premio alla Carriera 2016 a Roberto Pazzi, che lo riceverà sabato 11 marzo al Circolo dei Lettori di Torino. Si tratta dell’ennesimo riconoscimento che rende l’autore ferrarese uno tra gli scrittori più apprezzati dalla critica, in Italia e anche all’estero. Inoltre, alcuni versi della penna che ha sfidato con l’immaginazione il destino dei grandi della storia, saranno ospitati su un numero ad hoc della rivista “Vernice”, diretta da Sandro Gros Pietro.

“Per la vastità e la profondità degli interessi coltivati e delle opere scritte - ha spiegato la giuria - distribuite lungo un arco di pubblicazioni che supera i quarant’anni di attività, con una partecipazione sempre vigile al dibattito culturale, ispirata alla ricerca del nuovo nella piena conoscenza e valorizzazione dell’alta tradizione letteraria italiana, con una vocazione di magistrale e devota dedizione all’insegnamento ed alla formazione dei giovani in ambito umanistico e, infine, con una propositiva partecipazione dedicata al dialogo ed al confronto corrente con gli scrittori già formati italiani e internazionali, Roberto Pazzi è giunto a rappresentare una delle più autorevoli voci della letteratura italiana contemporanea, per la versatilità di applicazione nei diversi campi della cultura umanistica, a principiare dalla poesia, per continuare nella narrativa di colta complessione storico-artistico-sociale e per giungere fino all’attività professionale del giornalismo culturale di attualità».

Oltre all’attività di conferenziere in diversi Paesi, non è da tralasciare l’impegno dello scrittore ferrarese con le giovani generazioni. Dopo gli anni passati in cattedra nelle scuole superiori ed all’Università, nonché gli innumerevoli cicli di scrittura creativa tra Ferrara e Bologna, sono stati a centinaia i consigli di editing che mai ha rifiutato nei confronti degli esordienti.

“In ogni genere Pazzi ha portato chiaro il monito alla formazione di un pensiero libero da ogni consorteria o partigianeria di convenienze precostituite - conclude la giuria del Premio torinese all’unanimità -, ma dedito unicamente alla ricerca della bellezza e all’interpretazione per metafora della realtà, anche con risvolti di fantasia onirica e libertaria, seppure sempre agganciata al magistero irrinunciabile della storia». (mat.bia.)

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