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I mondi vicini e lontani raccontati da Riaperture 

Al via venerdì la prima edizione del festival dell’immagine a Ferrara Brini, ideatore della rassegna: avremo 13 mostre in 6 edifici diversi

Riscoprire luoghi sconosciuti e o dimenticati, riappropriarsi anche solo per qualche ora di un palazzo o un capannone, di una fabbrica o di un negozio è diventata, più che una voglia, una sorta di necessità. Abbiamo bisogno di confrontarci con ciò che è stato, capire se e come potrà o non potrà essere di nuovo. Un luogo oggi fatiscente che un tempo fu pieno di vita può tornare ad accogliere persone, storie, emozioni? Ridare vita a edifici che oggi sono vittime del tempo che passa è pratica diffusa a livello internazionale. In questo sono brave le genti del Nord Europa che sanno trasformare colossi a rischio demolizione in fucine creative, ostelli, punti di ritrovo, locali, uffici e negozi.
Anche Ferrara però, in questo senso, fa la sua parte. Il prossimo fine settimana, da venerdì 17 a domenica 19 marzo, a Ferrara si terrà Riaperture, prima edizione di un festival di fotografia che unisce i luoghi oggi chiusi della città con, appunto, la fotografia. «L’idea è quella di riaprire, da una parte gli occhi verso una fotografia meditata, profonda e non solo “acchiappa like” e, dall’altra, riportare l’attenzione su edifici in disuso e inaccessibili della nostra città». A spiegarlo è Giacomo Brini, capofila del festival e membro dell’omonima associazione che per un anno ha lavorato a questo weekend. «È un festival che si rivolge ad appassionati del settore ma anche a semplici curiosi. A ferraresi e a persone provenienti da altre città. Ci sono i luoghi che conosciamo più o meno bene e posti lontani che potremo scoprire attraverso gli scatti dei fotografi ospiti. Questa è la prima edizione ma lavoreremo affinché possa diventare un appuntamento annuale. Abbiamo scelto di cominciare dallo scardinamento dei luoghi comuni attraverso le immagini ma ogni anno, ci sarà un tema diverso da affrontare».
Le mostre saranno 13, gli autori delle fotografie saranno presenti a Ferrara per l’occasione e spiegheranno direttamente con la loro voce e le loro parole le opere in mostra. I luoghi che apriranno le porte e ospiteranno gli allestimenti sono Factory Grisù, Palazzo Prosperi Sacrati, auditorium conservatorio “Frescobaldi”, l’ex Istituto Case Popolari Acer, l’ex negozio via Garibaldi 1, l’ex Clandestino Pub e il Giardino segreto di Casa Romei. «Abbiamo la fortuna di vivere in una città in cui il centro storico può essere vissuto a una velocità diversa rispetto ad altre realtà. Per come è fatta urbanisticamente Ferrara non è difficile imbattersi in scrigni, in luoghi nascosti ai più sconosciuti». Con Interno Verde, manifestazione che ha aperto le porte dei “giardini segreti” della città, ferraresi e turisti hanno potuto ammirare luoghi altrimenti “proibiti” e ora, con Riaperture oltre ai giardini anche gli edifici saranno fruibili e accessibili. «Credo che i ferraresi siano persone curiose, i fotografi lo sono per definizione e quindi penso sarà un appuntamento stimolante sotto tanti punti di vista». Prestigiosi i nomi dei fotografi che esporranno le proprie opere. Tutti hanno ricevuto importanti riconoscimenti a livello internazionale. Si va da Giovanni Troilo a Luis Leite, passando per Massimo Mastrorillo, Sara Munari, Giovanni Cocco, Danilo Garcia Di Meo, Barba Baiocchi, Francesca Ióvene, Simone D’angelo, Luana Rigolli e Basilico, Amadasi, Hyena, Lerussi. Questi ultimi in particolare all’interno dell’auditorium del conservatorio (chiuso dal 2012) proporranno “Disco Emilia”, un viaggio fotografico tra le discoteche emiliano-romagnole e tra le varie compaiono anche le ferraresi Arlecchino e Sing Sing. Nel corso della tre giorni non mancheranno poi workshop, proiezioni, reading e laboratori per bambini. «Fin da subito - afferma il vicesindaco di Ferrara, Massimo Maisto - abbiamo scelto di supportare questa iniziativa. I motivi sono semplici: mancava un festival della fotografia alla nostra città e penso che, oltre a preservare i festival storici, bisogna creare nuove iniziative. Inoltre, credo che Ferrara sia una città all’avanguardia in fatto di rigenerazione urbana, si pensi a Grisù, al Vedi o i progetti legati alla Darsena, e pensare che i luoghi chiusi possano tornare alla vita, anche con iniziative temporanee, è una cosa molto stimolante». Per info e dettagli: www.riaperture.com.
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