Quotidiani locali

Lucarelli ad Argenta con “Controcanti” racconta la censura 

La forza della musica in uno spettacolo in scena ai Fluttuanti «Tutto cominciò da un libro letto a 13 anni a casa di nonna»

«La scintilla in me si è accesa a 13 anni leggendo un libro a casa di mia nonna capii che nella vita avrei scritto romanzi». Carlo Lucarelli giovedì alle 21 sarà al teatro dei Fluttuanti di Argenta con Controcanti: l’opera buffa della censura, uno spettacolo che racconta la storia di tre perseguitati, collegati con il mondo da un microfono e una vecchia radio. Tre storie che sono solo l’inizio di un viaggio nel tempo. Come la musica vince sulla censura. In una inedita prova teatrale di uno dei più celebri e amati scrittori italiani. Lucarelli si racconta, partendo dalla genesi dello spettacolo, fino ad arrivare alle origini della sua passione per le storie dalle tinte noir.
Perché “Controcanti”?
«Questo spettacolo nasce da un’idea mia, di Alessandro Nidi e Marco Coronna, musicisti con i quali collaboro da un po’. Abbiamo già lavorato insieme e tutti e tre, incuriositi dalle storie strane e misteriose che si annidano tra le pagine del nostro Paese, ci siamo confrontati con la censura; un aspetto oggi forse poco considerato ma che ha rappresentato una seria limitazione alla libertà d’espressione».
Come vi siete preparati?
«Abbiamo letto fascicoli, libri, testi, ci siamo documentati; insomma, abbiamo studiato. Non volevamo però che lo spettacolo fosse un monologo fine a sé stesso, volevamo che si intrecciasse con canzoni, musiche e parole; così ci siamo messi al lavoro per mescolare tutti questi aspetti diversi ma collegati tra loro».
Cosa la appassiona del “lato oscuro” della realtà?
«Il mio interesse per la realtà è nato leggendo. Ciò che più mi interessa e mi stimola è raccontare episodi poco chiari e mi piace farlo in questo modo un po’ “noir” e “investigativo”. Studiando mi sono reso conto che l’Italia è un Paese ricco di misteri; c’è sempre qualcosa che accade, siamo pieni di storie che meritano di essere raccontate».
Dalla tv, al teatro. Come cambia l’approccio al lavoro?
«Per ciò che faccio, non sento troppa differenza. Sicuramente la televisione mi dà la possibilità di sbagliare, interrompere e ripetere. In teatro invece è tutto “qui e ora” ed è bellissimo perché si percepisce l’interazione col pubblico anche se, il contatto con esso, spesso mi terrorizza perché non sono un attore».
C’è stato un momento in cui “tutto è cominciato”?
«Assolutamente sì. La scintilla si è accesa quando avevo 13 anni e, a casa di mia nonna, stavo leggendo I ragazzi del massacro, romanzo giallo di Giorgio Scerbanenco. Leggendolo ho cominciato a capire che nella vita avrei fatto lo scrittore».
Ora è impegnato in “Controcanti” ma sta già pensando anche a lavori futuri?
«Fermo non ci so stare. Sto lavorando a un nuovo romanzo con protagonista il commissario De Luca, ambientato sempre ai tempi del fascismo. In più, stiamo già pensando alla sceneggiatura per una nuova serie di puntate dell’ispettore Coliandro. Insomma, un po’ di cose ci sono».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

SPEDIZIONI FREE

Stampare un libro, ecco come risparmiare