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Sgarbi donerà 600mila euro per il restauro di opere d’arte

«Ho deciso che tutto il vitalizio che ho ricevuto, non potendo respingerlo o darlo ad opere di beneficenza astratte, andrà al restauro del patrimonio artistico italiano pubblico». Ha risposto così...

«Ho deciso che tutto il vitalizio che ho ricevuto, non potendo respingerlo o darlo ad opere di beneficenza astratte, andrà al restauro del patrimonio artistico italiano pubblico». Ha risposto così Vittorio Sgarbi a Barbara D’Urso, marcando l’aggettivo finale. Durante Pomeriggio Cinque dello scorso mercoledì la conduttrice ha ospitato il figlio del critico d’arte, discutendo con lui dell’incasso del padre dopo una carriera politica che risale agli anni Novanta. Sgarbi ha replicato sulla sua pagina Facebook, spiegando di ricevere circa 9mila euro lordi al mese, ricadendo nella casta di «quelli che hanno un danaro che non dovrebbero avere», ma non per sua volontà. È servito alle madri dei suoi figli per il loro mantenimento: «Tre figli con 5mila euro (netti) di vitalizio. Questo è stato nel corso degli anni, anche quando era la mia indennità da parlamentare».
Stranamente serafico l’ex primo cittadino di Salemi ha poi concluso: «Valutando che, netto e non lordo, negli ultimi dieci anni abbia goduto di un appannaggio di circa 600mila euro, tutti e 600mila andranno al restauro di opere d’arte italiane. E comincio subito. I primi 80/100mila euro andranno al restauro, che già è in corso, del San Pietro Martire di Donatello, un’opera meravigliosa e sconosciuta, scoperta di recente nella chiesa di Santa Lucia di Fabriano. I miei danari andranno per il bene della nazione e tutti per il patrimonio artistico pubblico abbandonato o terremotato». Fra qualche mese l’opera restaurata sarà esposta nel Palazzo Ducale di Urbino. L’iniziativa lanciata da Sgarbi pare tanto nobile quanto inattesa. Di sicuro, il suo non sarà un Rinascimento privato: che si tratti di campagna elettore preventiva o di pubblicità “progresso” egoriferita, sarà un investimento utile alla collettività. Forse con la fondazione del suo movimento vuole farsi giustizia da solo. Allora chissà se questo impeto generoso sfiorerà anche la sua Ferrara, al di là delle divergenze con l’amministrazione locale.
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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