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Il Premio Estense  porta in finale  memorie e inchieste 

In corsa Bianconi, De Bortoli, Innocenzi e Pagliaro  Il “Granzotto” va a Floris. Menzione speciale per Ricolfi

Presentazione dei quattro libri...
Presentazione dei quattro libri finalisti

Parla emiliano e non più solo ferrarese il Premio Estense, tuttavia la matrice comune resta ancora una volta il buon giornalismo italiano. Quello in grado di analizzare i fatti, svelare i retroscena, mettere in luce i problemi e le tendenze del costume nazionale. Come fanno i quattro volumi finalisti dell’edizione numero 53 del concorso promosso da Unindustria, ieri mattina allo sprint di partenza. A disputarsi l’Aquila d’oro, prendendo il testimone dalla trionfatrice dell'anno scorso Sabrina Pignedoli, saranno Giovanni Bianconi con il suo “L’assedio. Troppi nemici per Giovanni Falcone” (Einaudi), Ferruccio De Bortoli con “Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant'anni di giornalismo” (La nave di Teseo), Giulia Innocenzi con “Tritacarne. Perché ciò che mangiamo può salvare la nostra vita e il nostro mondo” (Rizzoli) e Paolo Pagliaro con “Punto. Fermiamo il declino dell’informazione” (Il Mulino). La quartina è stata selezionata dalla giuria tecnica sui 33 volumi complessivamente concorrenti.

«I finalisti sono tutti ottimi giornalisti, come nello spirito identitario e primario del premio. Nello specifico i temi sono diversi, ma il filo conduttore è il campo dell'inchiesta. Abbiamo esaminato tutti i libri col piacere di avere sul tavolo moltissima possibilità di scelta», dice il presidente Guido Gentili, direttore del Sole24Ore, che dopo una “discussione molto serena”, come da definizione del successore di Roberto Napoletano alla guida del quotidiano economico e finanziario, ha decretato a Palazzo Crema i finalisti assieme ad Andrea Cangini, Alberto Faustini, Laura Laurenzi, Alessandra Sardoni e Luca Traini; assenti invece Aldo Cazzullo, Folco Quilici e Marcello Sorgi. Questa è un’edizione speciale dell'Estense, la prima dopo la fusione in Unindustria Emilia delle associazioni imprenditoriali di Ferrara, Bologna e Modena.

«È una manifestazione che si allarga, rimanendo ferrarese. Deve continuare a esistere, vista la sua grandissima qualità, che viene confermata anche in questa circostanza», sostiene il vicepresidente Riccardo Maiarelli. Anche la composizione della Fondazione Premio Estense è stata geopoliticamente modificata, con l’ingresso nel consiglio d’amministrazione di rappresentanti felsinei e modenesi; al vertice rimane comunque lo stesso Maiarelli. Va aggiunto che una simile “contaminazione” riguarderà nei prossimi anni pure la giuria popolare. Intanto fa il suo debutto in qualità di sponsor la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, come noto a un passo dall'acquisire Nuova Carife. Intenzionata a radicarsi con sempre più convinzione sul territorio ferrarese, Bper non è nuova a un impegno concreto in campo culturale e letterario, in quanto già da tempo sostiene il Premio Strega.

Fabio Terminali

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