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musica in laguna

«La musica è il più bel regalo e la scuola merita De Andrè»

Mariella Nava si racconta in attesa di esisbirsi questa sera a Comacchio. «Mio padre era di Copparo, la bellezza questa terra mi è rimasta dentro»

COMACCHIO. La voce di Mariella Nava porterà una ventata di freschezza e sensualità questa sera alle 21.30 nella suggestiva cornice del Museo Archeologico di Comacchio, anteprima del Festival Note di Settembre: per l’occasione, la poliedrica cantautrice ha parlato dell’album “Epoca” uscito il 3 febbraio scorso, nel giorno del suo compleanno e a trent'anni esatti dal debutto al Festival di Sanremo nel 1987 con “Fai piano”.

La performance di un concerto amplifica il contatto con il pubblico, quali emozioni scaturiscono in un live?

«Si crea una magia, una sintonia fortissima capace di far emergere le emozioni di partenza, quelle del momento in cui si scrive una canzone: attraverso la musica ci si dona e come accade per un regalo la musica ci rappresenta».

Le sue collaborazioni sono state foriere di grandi successi, in grado di coniugare critica e riscontro commerciale, quali qualità deve avere l’artista per entrare nel mondo di un altro?

«Mi è capitato solo di essere felice di servire un’altra voce, di capire, interpretare, ed offrire il valore aggiunto della mia scrittura, mi sono quindi gentilmente adagiata su un corpo preesistente per esserne il giusto vestito modellandolo nella maniera più bella ed elegante che potessi.

A proposito della dimensione itinerante del tour, ricordo una sua interpretazione di “Una città per cantare”: cosa pensa della nostra provincia per cantare?

«Mio padre è nato a Copparo, ricordo alcuni momenti dell’infanzia, la semplicità, il lavoro, la bontà della gente e tutto questo mi è arrivato personalmente...

In qualità di produttrice, quale futuro ci sarà per la musica d’autore?

«Dipende molto dalla nostra volontà di difenderla, il mio progetto discografico aspira a questo, a dare una possibilità alla musica d’autore di proseguire, anche l’album “Epoca” risponde a questa sfida: dentro ha tutti gli ingredienti di quella musica che nel tempo io ho ascoltato e che mi ha formata. Sono stata “allevata” da De Gregori, De André, Battisti, ma anche da musica internazionale che faceva ballare ed emozionare. È necessario proseguire questa buona educazione musicale, dare spazio alla nostra migliore forma compositiva che ci ha dato lustro nel tempo sia dal punto di vista melodico che testuale. A scuola si potrebbero studiare anche i testi di molti cantautori, ad esempio quelli di De André, testi che racchiudono un valore letterario immenso».

Valentina Bacilieri


 

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