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Dai campi argentani affiora la storia della guerra mondiale

I volontari di Romagna Air Finders hanno recuperato  parti di uno Spitfire, aereo inglese abbattuto nel 1944

Un’altra pagina delle vicende dell’ultimo conflitto mondiale potrebbe essere scritta grazie al ritrovamento avvenuto ieri mattina di un aereo inglese che, abbattuto nella primavera 1944 mentre era in missione sull’Argentano, era rimasto sepolto in un campo.

Si tratta di uno Spitfire, un velivolo da caccia, realizzato in svariate versioni, ritenuto l'aereo con evoluzione progettuale e costruttiva superiore a qualsiasi altro modello in tutta la storia del volo. Un aereo alleato colpito dalla contraerea tedesca sui cieli tra Argenta, San Biagio e Filo e precipitato nelle campagne tra Argenta e La Fiorana, nel fondo “Santa Chiara” di proprietà della famiglia Brunazzo.

Ieri nello scavo effettuato dai volontari del gruppo Romagna Air Finders per recuperare il velivolo, sono state ritrovate parti importanti dell’aereo, che potrebbero dare riscontri utili sia sulla missione in cui il caccia era impegnato sia sulla situazione della zona nella primavera 1944. Molto importante infatti, potrebbe essere l’analisi di ciò che è rimasto impresso nella pellicola ancora inserita nella videocamera di bordo ritrovata ieri mattina. Se ciò sarà possibile, allora davvero un altro tassello potrà essere aggiunto ai tanti che hanno consentito di chiarire cosa stava succedendo nell’Argentano un anno prima cioè della liberazione.

Purtroppo l’operazione messa in campo ieri mattina non ha consentito di ritrovare i resti del pilota e quindi fra le varie ipotesi che vengono avanzata dagli stessi “archeologi dell’aria” capitanati da Leo Venieri, è che il pilota sia riuscito a lanciarsi col paracadute quando l’aereo “fumante” e ondeggiante era ormai ingovernabile. Oppure che il pilota sia deceduto nell’aereo, colpito dalla contraerea. E che, quando lo Spitfire è finito a terra, la salma sia stata recuperata da qualcuno. Un’ipotesi quest’ultima supportata dal ritrovamento di alcune assi di legno fra i rottami che starebbero ad indicare un lavoro di recupero subito dopo l’abbattimento.

L’operazione condotta ieri dai volontari di Romagna Air Finders prende il via un paio di mesi fa: il 23 giugno durante la Festa di San Domenico, ad Argenta, i proprietari del terreno, parlando con i volontari della Raf, segnalano la presenza dell’aereo nei loro terreni. Non solo, è stato riferito che addirittura c’è un testimone che ha visto l’aereo cadere.

La prima conferma dei riferimenti, arriva nelle parole dell’allora 12enne (oggi ha 85 anni) Luciano Pancaldi il quale, oltre a confermare, indica ai ricercatori, il punto dell’impatto al suolo. Venti giorni dopo, i volontari della Raf, scandagliano il terreno con un metal detector tridimensionale: l’aereo c’è davvero. Di qui la decisione di scavare. E ieri i soci della Raf supportati dal personale sanitario di Valle Pega, dall’Associazione alpini, sono intervenuti con nel fondo con un potente escavatore. Arrivati a due metri di profondità, la torba rimossa viene scandagliate con i metal detector, ma il primo pezzo significativo dell’aereo arriva quando compare il carrello posteriore dello Spitfire con il ruotino ancor gonfio.

Un istante dopo viene trovato la scatola con i comandi dell’Iff (Identification Friend or Foe, grazie al quale si possono distinguere nei radar le tracce degli aerei amici da quelle dei nemici). Un congegno dotato anche di un interruttore protetto, indispensabile per l’autodistruzione dei codici prima che cadano in mani nemiche. Più tardi emerge un pezzo di fusoliera su cui si notano alcuni fori di proiettile, a testimoniare che l’aereo era stato colpito e stava fumando come ha riferito Luciano Pancaldi, l’unico testimone di quest’altra pagine della storia dell’ultimo conflitto ancora da scrivere.

Giorgio Carnaroli

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