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Buskers Festival, i giovani al lavoro: «Si parlano più lingue a Ferrara che all’Interrail»

Il Buskers Festival è giunto quest’anno alla sua 30ª edizione e, per il ferrarese è ormai un appuntamento abituale. Le strade sono piene di musicisti, giocolieri, performer di ogni tipo

FERRARA. Il Buskers Festival è giunto quest’anno alla sua 30ª edizione e, per il ferrarese è ormai un appuntamento abituale.

Le strade sono piene di musicisti, giocolieri, performer di ogni tipo ma, chi c’è nel dietro le quinte? Una sfilata di ragazzi che approfittano del festival per fare qualcosa nella pausa dagli esami, chi ama la musica, chi lo fa per parlare le lingue, chi perché ormai è un habitué e viene tutti gli anni.

I primi sono Francesco Piccioli e Lucia Cervellati, ormai da diversi anni all’Infopoint dentro il Castello Estense: «Ritorniamo perché ci divertiamo - dicono -, siamo sempre a contatto con artisti differenti, è piacevole parlare con loro ma spesso le richieste più assurde arrivano dai visitatori, si sentono davvero domande di ogni tipo». E Vittorio Formignani aggiunge: «Parlo più lingue qui al festival che nelle mie tre settimane di Interrail».

Sulla poco distante piazza della Repubblica, Arianna Castellazzi conferma che la carta vincente è la connessione con gli artisti ed il pubblico: «A volte gli artisti riescono a esprimere con la musica ed i gesti tutto ciò che la parola non riesce a far passare. Il corpo diventa un veicolo per esprimere al di fuori tutta l’interiorità che c’è. Questo mi stupisce sempre», afferma mentre sistema una t-shirt pronta per la vendita.

Due ragazze, Margherita e Sofia, si vedono passare spingendo un carretto, sono le addette alla vendita dei gratta e vinci, parlano di soddisfazione e caviglie gonfie mentre Vladimir sfreccia in bici. Lui è forse la figura più difficile da trovare, è un runner, deve portare da una postazione all’altra tutto ciò che sta finendo. Di corsa, dice solo, «È divertente, non sto mai fermo e alla fine conosco tutti!».

Ray ora studia a Manchester dopo aver vissuto qui, è tornato per l’estate: «È bello perché è davvero internazionale, anche a Manchester sanno che qui c’è il Busker Festival, è incredibile».

Per finire, ci sono i ragazzi del Puedes dislocati sia in giro per il centro come Eleonora davanti al Castello, che i ragazzi nel sottomura: «Ci piace vedere la città piena di gente - dicono -, è una festa lunga una settimana. La parte divertente è il contatto col pubblico, spesso arrivano richieste di intrugli e bevande imbevibili che per loro sono un must».

Giulia Paratelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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