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Il cantastorie più famoso di sempre non è stanco di suonarle all’Italia

Giovedì al teatro Il Celebrazioni di Bologna l’atteso live del popolare rocker Edoardo Bennato «Sono sempre andato contro corrente, spero che la gente mi ascolti come mi ascoltava un tempo»

Una decina di giorni fa il fratello minore Eugenio è stato protagonista di una delle due serate di canzone d’autore alla sala Estense di Ferrara, giovedì il più vecchio (di pochi mesi) e celebre Edoardo alle 21 sarà in tour al teatro Il Celebrazioni di Bologna. Con questo concerto torna in teatro Bennato, una delle voci rock più amate del panorama nazionale, il primo artista italiano a portare i grandi live negli stadi, capace di pubblicare due album nel giro di poche settimane e piazzarli entrambi al comando.

Cantastorie di professione ma anche “Cantautore”, titolo di uno dei suoi brani più famosi: in tanti anni di carriera ha scritto alcune pagine storiche di musica d’autore italiana, ma come mai questo oggi appare tanto difficile per le nuove leve?

«Per quanto riguarda - ci risponde l’artista napoletano -, devo dire che continuo a scrivere canzoni su questo filone che spero il pubblico riesca ad ascoltare come ascoltava quelle di un tempo. Se la domanda si riferisce alla figura del cantautore in quanto tale, una sorta di “figura retorica”, può essere che il concetto che si credeva o, meglio, che qualcuno credeva, fosse diverso da quello elementare di uno che canta ciò che scrive, adesso è andato un pò in disuso... probabilmente oggi sono i rapper ad essere i nuovi cantautori».

Riallacciandoci alla domanda di prima: il mercato della musica è in crisi per colpa del download o per colpa della mancanza di idee (e coraggio) dei musicisti in generale?

«Direi la seconda. Per quanto mi riguarda, continuo a seguire la direzione ostinata e contraria, andare contro corrente. Per dirla tutta, e citando quello che dice Roberto De Simone nella mia canzone Rinnegato , “la musica peggiora e non si va più avanti”!».

Il concerto-evento dello scorso 1º luglio Vasco Rossi a Modena ricorda tanto il suo celebre concerto a San Siro, che aprì un’epoca nuova per la musica live italiana: cosa ricorda di quel concerto?

«Ho grande affetto per Vasco, veniva spesso ai miei concerti nella seconda metà degli anni ’70. Quello di Modena Park è stato un grande evento, anche mediatico. Quando feci San Siro il 19 luglio del 1980, era l’ultimo di 14 concerti negli stadi italiani quell’anno, avevo praticamente inaugurato la stagione degli stadi... erano anni difficili quelli, tremendi, basta pensare che due settimane dopo ci fu la strage di Bologna, non la si poteva definire un’epoca felice. La musica forse poteva aiutare i giovani ad avere una speranza, una via d’uscita contro la paura e l’incertezza del futuro, non era solo puro divertimento».

A proposito di San Siro, il suo batterista era il ferrarese Ellade Bandini, che prima aveva suonato con suo fratello Eugenio, protagonista alcuni giorni fa di un live proprio nella nostra città...

«Saluto molto volentieri Ellade, grande batterista e persona degna di stima... Invece, a mio fratello Eugenio e agli altri amici musicisti che suonano con lui faccio un “in bocca al lupo” per il loro tour, sperando che la bella Ferrara sia loro propizia!».

Per la cronaca, il rapporto con la nostra provincia di Edoardo Bennato non è fortunatissimo, visto che gli ultimi due live in calendario sono stati quello a fine anni ’90 alla Festa dell’Unità di Portomaggiore, annullato per maltempo, e quello gratuito dell’agosto 2002 in piazza a Copparo, interrotto dopo pochi minuti a causa di un temporale.

L’architetto Bennato ha realizzato i propri sogni o ne sta inseguendo ancora?

«Di sogni ne ho tanti - saluta -, ma poiché sono napoletano e quindi scaramantico non ne parlo... per ora».

E i sogni di chi abita dalle nostre parti è spera di vederlo dal vivo verrà esaudito giovedì, quando l’autore di L’isola che non c’è, Il gatto e la volpe, Sono solo canzonette, Una settimana un giorno, Ok Italia, Viva la mamma e tante tante altre sarà sul palco del teatro di via Saragozza 234 a partire dalle 21. La prevendita è ancora aperta dalle 15 alle 19 direttamente alla biglietteria del Celebrazioni, oppure attraverso il sito www.teatrocelebrazioni.it e i circuiti Ticketone e Vivaticket-Charta. Il corso del biglietto va dai 34 euro di balconata e palchi, ai 40 e 46 euro delle platee.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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