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Avanti a testa alta «Il nostro festival sarà competitivo»

Le location restano piazza e cortile del Castello Giusti: stiamo lavorando a date esclusive

Da oltre vent’anni Ferrara Sotto le Stelle viene inserito nella Top 10 dei festival più interessanti e apprezzati d’Italia, solo un caso? Assolutamente no. Non si resta per anni sulla cresta dell’onda per caso. Dietro ad una rassegna iniziata nel 1996 e mai interrotta, nemmeno l’anno del terremoto, c’è un lavoro costante e continuativo che comincia non appena finisce la stagione precedente. Tra agosto e settembre si iniziano infatti a vagliare gli artisti che potrebbero essere ospitati in piazza e nel cortile del Castello Estense l’estate successiva. Annosa è la questione delle location, così come quella dei nomi portati in città. Da tempo infatti ci si chiede se non sia il caso di sottoporre il festival, pur mantenendo i suoi elementi distintivi, ad una piccola rivoluzione. Magari una location più grande (il Sottomura?) capace di ospitare anche artisti da numeri superiori ai 5mila spettatori (il numero massimo che si può ospitare in piazza Castello), senza però rinunciare alla peculiarità e alla storia cittadina. Questo “muro” non è mai stato abbattuto. I motivi sono molteplici e spaziano dalla bellezza, sia per gli artisti sia per il pubblico, offerta dalle location attuali, ai budget a disposizione per le date che spesso stridono con i cachet di certi artisti che, va detto, sono sempre piuttosto alti.

Ma se anche lo staff, la direzione artistica o l’amministrazione stessero pensando ad un passo di questo tipo, non sarà questo l’anno. A confermarlo è proprio la direttrice artistica del festival, Elisa Giusti, che lo scorso anno ha raccolto il testimone passatole da Bobo Roversi, guida indiscussa della rassegna per quindici anni.

«Non sarà un’edizione ricca di novità dal punto di vista della struttura del format e - spiega la Giusti - per quanto riguarda gli artisti, ci auguriamo di poter comunicare al più presto i primi nomi. Di certo manterremo la filosofia che da sempre distingue il festival, ovvero punteremo su artisti affermati ma non mainstream (o per lo meno non troppo) e cercheremo di portare in città le “stelle nascenti” per noi più interessanti sul panorama nazionale e internazionale. Ma... mai dire mai». In Italia quest’estate ci saranno alcuni dei nomi più celebrati e rinomati della storia del rock, dall’ex Beatle Ringo Starr ai Pearl Jam, passando per Killers, fratelli Gallagher, Ozzy Osbourne e Depeche Mode. Artisti “fuori portata”, almeno per una questione di spazi e budget, per Ferrara Sotto le Stelle ma di indubbio richiamo per migliaia di persone.

E se il non avere nemmeno un “grande nome”, quantomeno a livello di notorietà, facesse scivolare fuori dalla Top 10 il festival cittadino? E se la gente avesse voglia di qualcosa di più “ad ampio respiro”, almeno per una sera? «Non credo che realtà come il Firenze Rocks Festival o l’I-Days o il Lucca Summer possano “catturare” parte del nostro pubblico. C’è molto mercato, molta fibrillazione in giro e voglio pensare che il momento buio per la musica sia passato, questo è quello che conta. Poi - prosegue la Giusti - per quanto riguarda il nostro calendario, stiamo valutando e facendo le nostre scelte. Avremo una line up competitiva, questo sì, mi sento di dirlo. Manterremo uno standard qualitativo elevato senza però strafare. In più - conclude la direttrice artistica - stiamo lavorando ad alcune possibili date uniche in Italia, come era stato lo scorso anno con gli Alt-J. La band scelse Ferrara, scelse noi, e fu un successo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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