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Venerdì a Ferrara un coloratissimo Schiaccianoci

Al teatro Abbado in scena l’allestimento curato da Amedeo Amodio

FERRARA. Una delle pagine più originali della storia della coreografia italiana del ’900. Colorato, onirico, effervescente, questo Schiaccianoci di Amedeo Amodio si impone anche per la magia delle scene e dei costumi originali di Emanuele Luzzati. È questa la reputazione che precede “Lo schiaccianoci” di Amedeo Amodio, balletto in due atti ispirato al racconto “Lo schiaccianoci e il re dei topi” di Hoffmann. Lo spettacolo sarà in scena venerdì alle 21 al Teatro Comunale Abbado di Ferrara (Corso Martiri della Libertà, 5) e sarà il primo appuntamento del secondo spaccato della Stagione di Danza 2017/2018.

Amedeo Amodio formatosi alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, ha danzato per i teatri più importanti del mondo, segnalandosi ben presto anche come coreografo. Dal 1979 al 1996 ha diretto la compagnia Aterballetto, rendendola in breve tempo in grado di affrontare un repertorio vastissimo e diversi cato. Dal 1997 al 2000 assume la direzione del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Collabora costantemente con i danzatori e le realtà più importanti del panorama coreutico internazionale. Il balletto che porta sul palco ferrarese, e di cui Amodio oltre a firmarne le coreografie ne firma anche la regia, vede in scena Gabriella Bartolomei (voce), Giuseppe Calì (interventi musicali originali) e Daniele Cipriani Entertainment (solisti e corpo di ballo). “Lo Schiaccianoci” di Amodio/Luzzati - sottile, sorprendente e intriso di magia - si rivolge a grandi e piccini e s'inserisce nell'ambito dell'impegno personale di Daniele Cipriani di recuperare il repertorio italiano del balletto della seconda metà del '900.

«Ho voluto rimanere - ha raccontato il regista - il più possibile fedele al racconto originale di Hoffmann: la realtà vista con gli occhi di una bambina, Clara, che conserva il senso della “realtà magica”, il fantastico presente nella realtà quotidiana dove i confini tra il mondo dell’immaginario e la realtà di tutti i giorni sono così attenuati che, a volte, non sappiamo quale sia più vero e più concreto. Il padrino Drosselmeier è artefice: inventa le ombre, muove giocattoli dando così vita ai sogni, alle paure, ai desideri di Clara. Ma è anche il difensore del mondo dell’immaginario che troppo spesso gli adulti cercano di annientare. Clara osserva gli adulti con occhio divertito, fissando i particolari come una curiosa cinepresa; gli invitati assumono aspetti grotteschi, si muovono con gesti esagerati, a volte come giocattoli arrugginiti. Mentre un semplice schiaccianoci prende vita e l’accompagna in un viaggio fantastico che l’allontana dal mondo quotidiano. Dal sogno - ha concluso Amodio - rientra nella realtà e ancora al sogno, la realtà “magica” continua». Info e biglietti: 0532 202675.
 

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