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Ferrara Christmas Pop, pioggia di artisti al Comunale

Diego Basso in città il 6 gennaio per una serata magica. «Vivo emozioni incredibili. Il sogno? Lavorare con Sting»

FERRARA. Ferrara Christmas Pop Rock torna al Teatro Comunale Abbado (Corso Martiri della Libertà, 5) sabato alle 20.45 ampliando il proprio repertorio poiché quest’anno ha aggiunto al titolo tradizionale, il “rock”. Ancora una volta protagonista sarà il maestro Diego Basso che dirigerà l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e i ragazzi di Art Voice Academy.

«All’ultimo minuto - dice soddisfatto Basso- si è aggiunto Davide Merlino vincitore dell’edizione di Tale e quale show, voce solista al Concerto di Natale che abbiamo tenuto in Vaticano e prossimamente interprete del musical Giulietta e Romeo».

Come nasce questo spettacolo ferrarese?

«Dobbiamo ritornare al 2012 quando Sauro Campioni insieme alle aziende Vassalli Bakering, Due Gi mi contattarono per organizzare a Mirabello, un evento musicale che unisse all’elevato livello artistico, l’attenzione per una causa sociale. All’indomani della conferenza stampa di presentazione si verifica il terribile terremoto ed il concerto viene annullato. Non mi do per vinto ed in luglio preparo una serata nella mia Treviso durante la quale raccogliamo fondi per i terremotati ed a settembre torno a Ferrara per dirigere in una sala di Casumaro uno spettacolo che registra il tutto esaurito. Nasce così un sodalizio che nel corso degli anni diventa sempre più stretto diventando un appuntamento a cui non possiamo più mancare poiché si fonda sull’amicizia, la solidarietà, la cultura e la musica».

Come nasce in lei una passione ed un amore così completo per la musica?

«Ero una voce solista nel coro della mia parrocchia; avevo circa dieci anni e per poter continuare a cantare dovevo seguire un corso ma ero troppo piccolo per cui non potei partecipare. Per me fu una grande delusione ma fortunatamente la mia insegnante elementare capì le mie possibilità e mi suggerì di iscrivermi al Conservatorio dove frequentai le medie ma diventando in seguito anche ragioniere. Poi c’’è stata un po’ di fortuna che serve sempre per arrivare a traguardi importanti come ho raggiunto io».

Quale di questi è particolarmente nel suo cuore?

«Non c’è un solo momento gratificante della mia carriera ma ce ne sono moltissimi. Fra tanti posso sicuramente citare il concerto che si tiene in Senato a Natale e quello in Vaticano, Viva Mogol su Rai 1 e Music su canale 5. Ma le emozioni che mi regala questa professione sono tante. Dai grandi tour internazionali alla direzione di concerti in prestigiosi teatri americani, dove mi trovo ad occupare gli stessi camerini dove ci furono maestri come Toscanini. In Italia ho diretto le esibizioni di Massimo Ranieri grande professionista e ottimo interprete, Gianni Morandi che per Polvere di stelle si è affidato totalmente a me, Riccardo Cocciante con il quale abbiamo concordato le esibizioni ottenendo sempre un grande successo. Aver potuto parlare e discutere di musica con questi personaggi è stato davvero straordinario».

Manca qualcuno nel suo curriculum?

«Sono ancora tanti i grandi artisti con cui vorrei collaborare. Se parliamo d’Italia penso a Renato Zero, per quanto riguarda l’estero mi piacerebbe collaborare con Stevie Wonder e Sting; chissà, mai perdere le speranze».

Dopo l’appuntamento del 6 gennaio al Teatro Comunale Abbado cosa l’aspetta?

«Un programma nuovo in 5 puntate; si chiama Sanremo young e coinvolgerà ragazzi dai 14 ai 18 anni che dovranno dimostrare di saper cantare».

Margherita Goberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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