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Le opere di Tassini in dono alla pinacoteca di Bondeno

I lavori del pittore ferrarese potrebbero andare alla “Galileo Cattabriga” Il figlio domani compirà ottant’anni: credo che Ferrara si sia dimenticata di lui 

Le opere di Marcello Tassini verranno donate alla pinacoteca “Galileo Cattabriga” di Bondeno entro la fine dell’anno. A dirlo è il figlio Andrea che, artista a sua volta, vuole fare un regalo alla comunità locale con questo omaggio, arricchito (forse) anche da un suo lavoro. Andrea Tassini avrebbe maturato questa decisione nel corso del tempo, sostanzialmente per un paio di motivi; il primo riguarda il legame affettivo con la famiglia della nonna paterna, Bianca Marianti e il secondo, per l’amicizia che legò il padre al collega pittore matildeo. Insomma, gli affetti alla fine salvano tutto, anche le opere d’arte che per strani giri del destino, rischiano di finire nell’oblio. «Sono un po’ schivo e distratto, proprio come mio padre - ammette quasi imbarazzato Andrea Tassini, pittore che proprio domani compirà ottant’anni - Credo che Ferrara si sia dimenticata di lui». E forse, anche di tutta quella generazione di pittori, scultori, incisori, del secolo scorso, riportati a galla nel 2014 dallo storico ferrarese Lucio Scardino nella rassegna “La Leda perduta: una collezione ferrarese – Divagazioni su un mito nel centenario di Michelangelo Buonarroti”.

In quell’occasione venne esposta anche “La Leda (senza il cigno)”, olio su tela del 2011, di Andrea Tassini.

Partito da Ferrara tra i 14 e i 15 anni, per il proprio compleanno il pittore oggi ottantenne il regalo anziché riceverlo, lo fa. Tassini “senior” e Cattabriga (1901-1969), conosciuto ai più di Ferrara per la decorazione ad affresco nell’unico edificio rimasto dell’ex Mercato ortofrutticolo (Mof) realizzato tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, ora in ristrutturazione, erano amici. Tra le opere dell’artista che potrebbero essere donate ci sono i due grandi ritratti a figura intera della madre, riconducibili secondo Andrea agli anni Cinquanta Sessanta, quello contemporaneo del padre e un altro col nipote Andrea (acquerello degli anni Quaranta), due grandi paesaggi toscani dell’ultimo periodo. Dell’eclettico Marcello Tassini, come lo intitola e ricorda Franco Solmi nel catalogo della mostra monografica a Palazzo dei Diamanti nella primavera del 1986, a lui dedicata «è facile parlar bene».

Usando direttamente il pennello come fosse matita, tra i suoi soggetti preferiti vi erano la figura umana, i nudi, i ritratti ed autoritratti, gli scorci paesaggistici: eccellente disegnatore al pari della qualità pittorica, le sue doti vennero ricordate poi, tra l’altro, da Antonio P. Torresi e dalla cugina Loredana Grosso rispettivamente sulle pagine de La Pianura (n. 2, 2010) e del Bollettino Ferrariae Decus (2014) e da diverse mostre postume. Spiccano le rappresentazioni dei cavalli, letteralmente uno dei suoi, potendo ripetere, cavalli di battaglia, come ricorda anche il figlio. Quest’ultimo per le sue opere predilige l’olio su tavola o tela. Ora si attende che la donazione si concretizzi per poi poter ammirare in pianta stabile le opere di Marcello Tassini, scomparso ormai 36 anni fa.

Arianna Fornasari

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