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il dvd da oggi in edicola 

Il lungo viaggio di Rumiz sul Po

“Il risveglio del fiume segreto”, storie da un’Italia quasi straniera

Da oggi torna in edicola “Il risveglio del fiume segreto”, in abbinamento editoriale con la Nuova Ferrara, il film diretto da Alessandro Scillitani che documenta il noto viaggio estivo di Paolo Rumiz all’interno del Grande Fiume. Il lungometraggio ha chiuso con successo le prestigiose Giornate degli Autori alla 69ª Mostra del Cinema di Venezia. Protagonista di questo viaggio è soprattutto il fiume Po, quasi fosse una persona, nel suo percorso dal Piemonte, lungo la Lombardia, l’Emilia fino al Veneto. Il fiume è stato attraversato utilizzando vari tipi di imbarcazione, dalla canoa, al barcé, alla barca a vela, fino a raggiungere il Delta, infatti, nella sua parte navigabile, partendo da Staffarda, per un tratto in canoa, poi in barcé, e infine in barca a vela fino al Delta. Ogni film in realtà è un viaggio, una scoperta. Ancora di più quando il film racconta il viaggio stesso, dove nulla è pianificato, dove c’è soltanto un fiume, un punto di inizio e un punto di arrivo. A maggior ragione quando a scendere il fiume è Paolo Rumiz, autore e scrittore che come pochi è capace di trasfigurare e interpretare il reale da un’angolazione inedita. Altro personaggio chiave del racconto è stata Valentina Scaglia, esploratrice e giornalista, che ha messo disposizione tutta la sua esperienza per supportare e organizzare il viaggio, che ha compiuto interamente insieme a Rumiz e a Scillitani.

«È stato meraviglioso attraversare il Grande Fiume, lentamente, rendendo protagonista il Po, lasciando da parte tutto quello che di bene e di male è stato raccontato, l’inquinamento, la difficoltà della navigazione. Ci siamo concentrati sulla leggenda, su quanto questo spazio selvaggio sia straordinario, e spesso dimenticato. Quando si arriva nella zona ferrarese, la magia è grande. Il Delta è magnifico. Ricordo - afferma il regista Scillitani -, quando ci siamo accampati lungo il Po di Goro, la struggente bellezza del tramonto, e poi l’isola dell’amore, il faro, quello spazio mitico in cui vedi contemporaneamente il fiume e il mare. Abbiamo navigato, all'alba, con la bassa marea, gli uccelli che camminavano a pelo dell’acqua. Questo abbiamo cantato, per invitare altri all’incanto».

Ad arricchire il film la testimonianza di Francesco Guccini che su un fiume praticamente è nato, e ha trascorso la sua infanzia nel mulino di famiglia, a un passo dal Limentra. Un film omaggio al più grande fiume italiano, che visto da dentro, come dice Paolo Rumiz, non sembra più neanche Italia. Oltre le sponde ci sono quattro regioni tra le più popolose della nostra penisola. Dentro il Po invece, tra i suoi grandi argini, si apre uno spazio meraviglioso, segreto, incontaminato, che sprigiona bellezza nonostante i disastri ambientali causati dall’uomo.



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