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Lopez e Solenghi si ritrovano “Show” che sa di condominio

L’attore: io e Tullio ci vediamo tutti i giorni, tra noi c’è grande affinità e amicizia Per domani il teatro De Micheli è già sold out. «Anna? In lei gioia e malinconia»

Massimo Lopez e Tullio Solenghi si esibiranno domani alle 21 al teatro De Micheli di Copparo (piazza del Popolo). Lo spettacolo, che si chiama semplicemente “Show”, riporta i due comici sotto gli stessi riflettori dopo quindici anni. Il teatro è già sold out e mentre il pubblico freme in attesa della pièce, Lopez racconta la genesi dello spettacolo e la forza del Trio a cui oltre ai due attori apparteneva anche Anna Marchesini, scomparsa nel 2016.

Come e quando nasce l’idea di questo spettacolo?

«Dopo “Ciao Frankie”, spettacolo dedicato a Frank Sinatra, ho rivisto Tullio (Solenghi, ndr) e parlando gli ho proposto di mettere in piedi uno show che mescolasse la musica con il nostro modo di essere. Entrambi avevamo voglia di tornare sul palco insieme e questo spettacolo ci ha finalmente dato la possibilità di farlo».

Com’è ritrovarsi in scena insieme dopo 15 anni?

«È indubbiamente emozionante perché ritrovarsi sotto i riflettori dopo tanti anni, come un tempo, è una bella sensazione. E poi è bello (ri)scoprire che nonostante gli anni passati è sempre la stessa cosa, è come andare in bicicletta o sugli sci: una volta imparato non lo scordi più. C’è empatia fra noi, poi a Roma ci vediamo tutti i giorni, abitiamo pure nello stesso condominio! Quindi sì, non salivamo insieme su un palco da quindici anni ma non ci siamo mai persi di vista; la sensazione che proviamo è strana: da una parte c’è la gioia di rivedersi fianco a fianco, dall’altra ci sembra di essere a una riunione condominiale».

Il Trio ha di certo segnato la storia dello spettacolo italiano ed è rimasto nel cuore della gente. Perché secondo lei?

«Non c’era nulla di programmato, il successo del Trio ha stupito ed entusiasmato anche noi stessi. Non ci aspettavamo una risposta simile. Devo dire che abbiamo sempre fatto tutto per un pubblico trasversale, cercando di parlare tanto ai bambini quanto agli anziani e probabilmente questa voglia (e capacità, ndr) di arrivare a tutti qualcosa ha significato. Una volta addirittura venne a vederci a teatro una delegazione indiana. Ricordo che accanto a loro c’era l’interprete che traduceva le nostre battute e loro ridevano anche così; è un fatto difficile da spiegare. Ecco, penso che ognuno trovasse nei nostri show la propria chiave di lettura. Sicuramente tra me, Tullio e Anna c’era un rapporto magico e sincero. Non siamo mai stati in competizione, ci siamo sostenuti a vicenda stimolando la nostra creatività».

Com’è cambiato il mondo della comicità in questi anni?

«Il mondo della comicità non è cambiato, piuttosto sono cambiati i mezzi e la quantità dell’offerta. Nel mucchio è difficile trovare la rarità. Il fascino che aveva un tempo la televisione è svanito e anche il teatro è cambiato. La rete - continua Lopez -ha dato possibilità a chiunque di esprimersi e questo è stato allo stesso tempo un bene e un male. Per come la vedo io non si può, per fortuna, prescindere dal rapporto con il pubblico e quello lo si ha in teatro, sul palco».

Anna Marchesini ha lasciato di certo un grande vuoto. Ha un ricordo di lei in particolare?

«Ne ho tantissimi, troppi per racchiuderli in poche righe. Con Anna era un ridere continuo, stavamo bene. Ricordo la tenerezza del suo sguardo e le risate, risate che diventavano lacrime e poi di nuovo risate. Gioia e malinconia hanno sempre convissuto in lei».

Che cosa vedranno gli spettatori del De Micheli domani?

«Credo che il pubblico passerà una serata divertente e leggera, si emozionerà e resterà coinvolto. Sul palco saremo io e Tullio ma, in certi momenti, sarà come essere di nuovo in tre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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