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Prima estense per il libro del direttore Boldrini

Prima presentazione ferrarese per il volume Mille lore a colonna (edizioni Tre Lune), il quale raccoglie ventiquattro articoli scritti da Paolo Boldrini, direttore della Gazzetta di Mantova, ma prima...

Prima presentazione ferrarese per il volume Mille lore a colonna (edizioni Tre Lune), il quale raccoglie ventiquattro articoli scritti da Paolo Boldrini, direttore della Gazzetta di Mantova, ma prima direttore della Nuova Ferrara. Lunedì alle 21, nella sede dell’Officina Ferrarese in corso Biagio Rossetti 24, Boldrini presenta per la prima volta nella nostra città il volume. Al suo fianco ci saranno l’attuale direttore della Nuova, Luca Traini, ed il presidente dell’Officina Ferrarese, Riccardo Zavatti. Con loro anche l’attore Diego Fusari, al quale spetterà il compito di leggere alcuni brani del libro.

Boldrini ha iniziato la sua carriera quando il compenso dei collaboratori - era corrispondente da Poggio Rusco - era quello del titolo. Sono pezzi pubblicati sulla Gazzetta e sulla Nuova Ferrara, quotidiano che vide il suo esordio da direttore, prima che il gruppo lo richiamasse “a casa”, come racconta nell’introduzione l’allora direttore editoriale della Finegil, Luigi Vicinanza.

Si parte da una storia drammatica, strascico della Seconda Guerra Mondiale, quella di un esponente cattolico ucciso dai partigiani e mai più ritrovato, e si arriva agli effetti di un’altra guerra, quella che sta portando il mondo occidentale a confrontarsi con le altre culture, con il contorno di episodi come l’assalto a Charlie Hebdo. In mezzo, tante storie di vita, molte legate alle passioni dell’autore: l’automobilismo sportivo con campioni mai completamente felici, da Gilles Villeneuve ad Ayrton Senna, ma anche Tazio Nuvolari. E poi il ciclismo, dunque Marco Pantani, campione maledetto. Ma anche il maestro di giornalismo Enzo Biagi. C’è il racconto di vicende strazianti, molte legate agli anni ferraresi: come quella di Angela, la neonata uccisa e bruciata per eliminare ogni traccia; o quella di Federico Aldrovandi, il ragazzo picchiato a morte da quattro agenti di polizia, ferita ancora aperta, con strascichi giudiziari. Un capitolo a parte è quello sul terremoto: quello del 2012, che ha violentato la pianura tra Emilia e Lombardia, ma anche quello del 2009, all’Aquila. Non è un caso che il libro sia dedicato a Giustino Parisse, il collega de Il Centro di Pescara, che ha perso i suoi cari nel terremoto di Onna.

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