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Uscirà postumo “Il canale dei cuori”

Storie e ricordi di una vita. Il quarto libro di papà Sgarbi in libreria dall’8 febbraio

Uscirà l’8 febbraio, e dunque postumo, il quarto lavoro di Giuseppe “Nino” Sgarbi che, dopo aver scoperto la passione per la scrittura, in pochi anni ha dato alle stampe tre libri e il quarto, appunto, in uscita a breve. Si intitola “Il canale dei cuori” (ed. Skira”, 15 euro) il libro ultimo, terminato poco prima della sua scomparsa avvenuta ieri mattina all’età di 97 anni. Dopo tre titoli coronati da un importante successo di pubblico e di critica, l’autore di Ro Ferrarese ritorna: nella primavera del 2017 lo ritroviamo sulle sponde di quel Livenza dove, per tanti anni, è andato a pescare e dove a poco a poco il passato riemerge riportando storie, persone ed emozioni.

Accanto al vecchio signore prende vita il ricordo del fratello della moglie Rina, Bruno Cavallini, con cui Nino riallaccia il dialogo che si era dovuto interrompere, improvvisamente, più di trent’anni prima, come se il loro ragionare non si fosse mai fermato. Un dialogo intimo, intenso, fatto di ricordi e bilanci di una vita lunga quasi un secolo, in pagine che scorrono limpide, fresche e vivificanti come le acque del fiume tanto caro all’autore, regalando squarci inediti e sorprendenti di una vita che non c’è più, così come pochissimi l’hanno vissuta. E quasi nessuno l’ha mai raccontata.

Giuseppe “Nino” Sgarbi è nato narratore. Ha sempre amato leggere, inventare e raccontare storie: storie della campagna veneta nella quale è nato, il 15 gennaio 1921; storie della sua famiglia d’origine – papà Vittorio, imprenditore agricolo e grande seduttore, mamma Clementina, tra le ragazze più belle di tutto il bacino del Po, la giunonica e inflessibile nonna Angela, la pragmatica ed enigmatica zia Eliduina, le sorelle Angiolina, Lidia, Nelly; storie del mulino di Stienta, il primo alimentato a energia elettrica di tutto il Nordest; storie della grande Storia: la Seconda Guerra Mondiale – campagna di Grecia, 8 settembre, ritirata dei tedeschi, liberazione –, l’alluvione del Polesine del ’51 e la ricostruzione; storie di sé: l’incontro con Caterina “Rina” Cavallini, la “spaccatutto” conosciuta nei laboratori di chimica dell’Università di Ferrara, sposata pochi mesi dopo, all’insaputa di tutti; i figli Vittorio ed Elisabetta, la farmacia e la casa di Ro, cenacolo straordinario di intellettuali e artisti come Giorgio Bassani, Valerio Zurlini, Alberto Moravia, Umberto Eco, Federico Zeri, Pier Vittorio Tondelli. Una vita talmente ricca e densa di avvenimenti e incontri importanti, che “Nino” non ha mai avuto il tempo di raccontarla.

Solo pochi anni fa – novantatreenne – ha ceduto alle insistenze della figlia Elisabetta e ha cominciato a mettere nero su bianco le storie immaginate, create e vissute in quasi un secolo di vita.

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