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Viaggio sulle acque del Po «La mia rivelazione? Il Delta»

Scillitani racconta “Il risveglio del fiume segreto”, il film nato tra Boretto e Gorino Il regista “paladino del sotto casa”: Rumiz e io abbiamo cantato posti incredibili

Alessandro Scillitani firma la regia de “Il risveglio del fiume segreto. In viaggio sul Po con Paolo Rumiz”. Il film ha chiuso con successo le Giornate degli Autori alla 69ª Mostra del Cinema di Venezia ed ora è in edicola insieme alla Nuova Ferrara in versione dvd (8.80 euro). Domani Scillitani sarà al Bar Bistrot 91 di via San Romano a Ferrara per incontrare il pubblico e parlare di questo viaggio, nato dall’incontro tra un triestino e un reggiano che hanno scelto di percorrere le acque del fiume più lungo e decantato d’Italia, fino a raggiungere il mare. Scillitani racconta alla Nuova la genesi del film, la “sorgente” del suo rapporto con il Po e l’emozione di raggiungere il Delta all’alba.

Come nasce questo film?

«Io e Paolo (Rumiz, ndr) abbiamo già affrontato insieme diversi viaggi e argomenti, ci troviamo bene. Ci capiamo. Io sono di Reggio Emilia e lui di Trieste ed entrambi, in maniera diversa avevamo già avuto a che fare con il Po. All’inizio temevo di ripetermi ma è stato solo un attimo perché dopo ci siamo lasciati andare alla corrente e il fiume è diventato il vero e grande protagonista. Vedendo certi luoghi ci si rende conto di quanta bellezza ci sia ancora intorno a noi, nonostante la distruzione sistematica dell’ambiente degli ultimi decenni».

Cosa la affascina del Po?

«Ho “conosciuto” il Po da bambino, quando ho cominciato ad andare a scuola. Alcuni miei compagni di classe che venivano dalla Bassa parlavano di quei luoghi quasi con vergogna e fastidio ma poi, quando sono andato di persona a vedere quegli ambienti ho capito che quei miei amici erano dei privilegiati e non lo sapevano. Con il boom economico l’uomo ha iniziato ad abbandonare le sponde del fiume in favore delle spiagge della Riviera e così zone come Boretto, Guastalla o Gualtieri sono finite nel dimenticatoio. Ma su quelle sponde, in quelle campagne, c’è tanto da scoprire e da amare. Sono le terre di personalità geniali come Ligabue, Ghirri, Zavattini».

La parte più entusiasmante di questo viaggio?

«La mia rivelazione l’ho avuta una volta raggiunto il Delta. Durante questo viaggio ho incontrato persone e vite straordinarie e questo per me è stato fondamentale perché io sento l’esigenza di descrivere i luoghi proprio attraverso gli incontri fortuiti. Così giorno dopo giorno il paesaggio si è fatto persona. Questi luoghi vanno ascoltati, compresi, difesi e condivisi».

Addirittura una rivelazione, cosa l’ha colpita?

«Ricordo quando ci siamo accampati lungo il Po di Goro, la struggente bellezza del tramonto, e poi l’Isola dell’amore, il faro, quello spazio mitico in cui vedi contemporaneamente il fiume e il mare. Abbiamo navigato, all’alba, con la bassa marea, gli uccelli che camminavano a pelo dell’acqua. Questo abbiamo cantato, per invitare altre persone all’incanto».

Nuovi progetti all’orizzonte?

«Tanti. Mi sento un po’ una specie di “paladino del sotto casa”; ci sono tantissimi luoghi straordinari e sconosciuti che aspettano di essere raccontati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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