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«Magia di De Filippo esaltata dalla tv»

L’attrice Isa Danieli: 20 anni nella sua compagnia, non nascerà un altro come lui

«Eduardo De Filippo? Con lui ho cominciato che ero ragazzina e gli devo tutto». A parlare è Isa Danieli, 81 anni il prossimo 13 marzo e alle spalle una carriera costellata di grandi successi teatrali e cinematografici.

Oltre che con De Filippo ha lavorato a lungo con Nino Taranto e Roberto De Simone in entrambe le edizioni della “Gatta Cenerentola” e per il cinema con i grandissimi Giuseppe Tornatore, Ettore Scola, Bernardo Bertolucci. «Ho fatto parte della compagnia di Eduardo per quasi venti anni. A volte andavo via poi tornavo perché sentivo di dover ancora apprendere qualcosa – racconta la Danieli –. Lavorare con lui significava imparare senza andare a scuola. Quando ti dava le indicazioni sul ruolo ti faceva una vera e propria lezione di teatro. Con lui ho recitato in “Miseria e Nobiltà”, “Il dono di Natale”, “Na santarella” e in tantissimi altri testi».

Si ferma ed esplode in una risata: «Posso vantarmi di aver interpretato tutti i ruoli di cameriera dei suoi testi. E con lui ho fatto anche il teatro in televisione. ll teatro in bianco e nero che però andava in prima serata al posto di tanti giochi a premi che si fanno oggi. Fare teatro televisivo era interessante. Dovevamo cambiare i tempi di recitazione, tutto doveva essere più veloce e bisognava lavorare molto sull’espressività e sul gesto che non poteva essere impreciso».

Le piaceva lavorare con lui...

«E certo. Far parte della compagnia di Eduardo era una esperienza formativa di altissimo livello».

Molti raccontano che De Filippo fosse un po’ burbero e antipatico quando dirigeva i suoi attori.

«È assolutamente vero. Ma poi ti dava anche soddisfazione. Una volta a Milano, una piazza difficile, alla seconda replica Eduardo si rese conto che lo spettacolo calava di tensione nel terzo atto e così decise di cambiare il finale aggiungendo una scena di cui ero assoluta protagonista. Quando me ne resi conto cominciarono a tremarmi le gambe. Alla fine della prova, mezz’ora prima di andare in scena, mi disse “all’ultima battuta devi scatenare l’applauso. Se non arriva abbiamo sbagliato tutti e due”. L’applauso arrivò. E lui mi regalò un bellissimo sorriso. Un sorriso di approvazione che mi è rimasto nel cuore».

C’è una commedia di Eduardo che ama più delle altre?

«Si. “Sabato, domenica e lunedì”, ma purtroppo l’ho interpretata quando lui non c’era più. E questo è stato sempre il mio maggior rammarico”.

Secondo lei è già nato il nuovo Eduardo?

«Assolutamente no. Non è ancora nato e non so se nascerà mai».

Le piace questa iniziativa di riproporre il grande teatro?

«E certo. A me si. Speriamo che piaccia anche ai vostri lettori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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