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LANCIATI da masterchef 

Dario e Simone, vite parallele: siamo riusciti a coronare il nostro sogno in cucina

E la cucina? Nel boom di programmi televisivi fra i protagonisti non potevano mancare certo i ferraresi, e se il centese Luca Bini (è di Buonacompra) nel 2014 ha vinto il programma “Il re della...

E la cucina? Nel boom di programmi televisivi fra i protagonisti non potevano mancare certo i ferraresi, e se il centese Luca Bini (è di Buonacompra) nel 2014 ha vinto il programma “Il re della griglia” su Dmax, ben maggiore popolarità hanno avuto due protagonisti di Masterchef, ossia Simone Finetti 28enne di Consandolo fra i più amati nella 4ª edizione e Dario Baruffa 31enne di Berra, il quale sfiorò la finale l’anno successivo.

«Se mi guardo indietro e penso a Masterchef ho dei ricordi bellissimi - commenta Baruffa -, è stata un’esperienza positiva e quando vedo il programma oggi, magari sui social perché il tempo non è tantissimo, mi rivedo in alcuni dei concorrenti. Abbiamo tutti molte cose in comune, poi sono bravi gli autori a rinnovare sempre il programma. I giudici? Non sono il tipo che rompe le scatole alla gente, è capitato di incontrarli nei loro ristoranti o ad egli eventi in giro».

«Bellissima esperienza - concorda Finetti -, anche se adesso, fortunatamente, sono molto impegnato e non riesco a seguirlo con costanza. È stata una bella avventura, sono rimasto in contatto con diversi concorrenti della mia edizione (la 4ª, ndr), proprio ieri (domenica, ndr) ero ad un evento a Roma con uno di loro. I giudici? Li sento ancora tutti, non spessissimo ma siamo in contatto, ovviamente ho più rapporti con Bruno Barbieri, uno dei miei maestri».

Partecipare ad un programma come Masterchef può essere un trampolino di lancio per il mondo dello spettacolo, ma entrambi i ferraresi lo hanno utilizzato per rimanere nel mondo della cucina...

«Ogni partecipante - dice Baruffa - aveva obiettivi diversi, c’era chi voleva semplicemente apparire, mentre io mi sono iscritto perché amo la cucina e alla fine ho centrato l’obiettivo di farlo diventare un lavoro (gestisce il ristorante osteria “La vecia Bera” nel suo paese, ndr). Sia chiaro però che il mondo della ristorazione è tutt’altro che semplice, il mondo cambia e cambia il modo di andare al ristorante: una volta uscire a cena significava innanzitutto convivialità poi certo era importante anche la qualità del cibo; oggi le persone hanno maggiori aspettative, legittimo ma viene spesso travisato il messaggio lanciato dai programmi televisivi di cucina. Io, ad esempio, ho sempre prediletto la cucina semplice e casalinga, quella genuina, a volte vengono persone che mi chiedono piatti semplici e poi mi dicono “riesco a farlo anche io”; non capisco perché non scelgano portate più elaborate che sono nel menù...».

«Quando sono andato a Masterchef - spiega Finetti -, avevo l’obiettivo di cambiare il lavoro che facevo (era elettricista, ndr), mi piaceva ma troppe volte non ero felice quando lavoravo. Masterchef mi ha fatto capire cosa volevo fare da grande ma sia chiaro che questo programma non è una fine bensì un inizio anzi, un prequel... Per me sono stati fondamentali gli chef Gualtiero Marchesi e Giacinto Rossetti, i quali mi hanno permesso di muovere i primi passi nel settore e mi hanno fatto capire quanto contava studiare. Marchesi mi ha permesso di entrare alla sua accademia, l’Alma, così dopo quattro anni di studi ed esperienza al fianco di grandi chef, sono diventato un cuoco professionista».

E la tv? Esperienza del passato o potrebbe tornare ad occupare uno spazio nella vita di Baruffa e Finetti?

«Se l’avventura è stimolante perché no - risponde il cuoco berrese -, magari anche l’Isola dei famosi, visto che sono dimagrito 60 chili non c’è più il rischio che possa mangiare uno dei concorrenti...».

«Ora quello che conta per me - dice l’argentano - è staccare il Simone di oggi dal Simone di Masterchef. Dalla fine della mia avventura ho partecipato ad altri due programmi di Sky e sto lavorando ad uno che dovrebbe andare in onda nel 2019, ovviamente top secret. Ma prima di tutto sto lavorando per la mia vita di cuoco: ho aperto un’azienda nel campo dell’enogastronomia, si chiama Cooking Lab (proprio oggi è online il nuovo sito www.simonefinetti.it, ndr) e vi porto avanti la mia filosofia di cucina fondata sul rispetto, in primis di quanto conta la qualità delle materie prime». (d.b.)

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