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Lo Stato Sociale dice no a piazza Maggiore «Siamo in gita a Ferrara»

La band bolognese sarà col pubblico degli Lcd Soundsystem Il ricordo dell’esibizione del 2014 a “Musica per Federico”

Erano arrivati a Sanremo da quasi sconosciuti e ne sono usciti da star. Lo Stato Sociale, che una settimana fa ha conquistato l’Italia con “Una vita in vacanza”, affonda però le sue radici più indietro nel tempo. Gli esordi ufficiali risalgono al 2009 ma la carriera vera e propria è stata intrapresa tre anni dopo, nel 2012, con l’uscita di “Turisti della democrazia”, album che contiene tra le altre “Abbiamo vinto la guerra” e “Amore ai tempi dell’Ikea”.

Tornati nella loro Bologna da eroi, hanno rifiutato l’invito dell’assessore Matteo Lepore ad esibirsi sul palco di piazza Maggiore a giugno che, scrivendogli sui social, aveva detto alla band di avere «un palco già montato e disponibile».

Il no dello Stato Sociale è arrivato quasi per direttissima da Alberto “Bebo” Guidetti (drum machine, sint e voce) non per arroganza o presunzione ma perché, per la data in questione, avevano già programmi segnati in agenda. «Ciao Matteo, bella vezz. Grazie per l’invito ma, purtroppo il 13 giugno saremo a vedere gli Lcd Soundsystem a Ferrara, mi spiace. Per la serata del 12 invece beviamoci una birra e capiamo assieme, magari una Shiumarell da Làbas». E l’assessore poco dopo ha risposto: «Grazie, ci sentiamo per quella birretta». E così lo Stato Sociale saranno a Ferrara in veste di pubblico. E sul palco? Ci saliranno in una data tutta loro nell’ambito del festival? «A questa domanda - dice il cantante, chitarrista e pianista Lodovico “Lodo” Guenzi - non so rispondere; sul tour estivo non c’è ancora nulla di definito. Certo saremo tra il pubblico di piazza Castello per gli Lcd, non potevamo mancare». Un live per loro imprescindibile, tanto da declinare l’invito dell’amministrazione a suonare nella piazza principale della loro città. «Gli Lcd Soundsystem - continua - sono la band fondamentale per l’esistenza de Lo Stato Sociale e siccome la loro musica accompagna e ha accompagnato fasi ed eventi importanti delle nostre vite, abbiamo colto l’occasione per fare una gita a Ferrara e goderci il loro concerto».

La spontaneità, dimostrata anche da questa scelta, è una delle caratteristiche che da sempre accompagna lo Stato Sociale e che manda in visibilio i fan. Il fatto di “non farla più grande di quello che è” e di non aver mai frapposto muri o barriere tra loro e il pubblico, li ha resi ancora più credibili, concreti e vicini ad esso. Dagli esordi sono passati tanti concerti, canzoni, collaborazioni, altri due album pieni di inediti e si è arrivati alla raccolta “Primati”, uscita la scorsa settimana, ma la sostanza non è cambiata. Attraverso le loro canzoni sanno raccontare un universo di situazioni ed emozioni che parlano (e arrivano) a giovani e giovanissimi, in particolare ai trentenni di oggi. «Alla fine - prosegue “Lodo” - scriviamo cose su noi cinque, che tocchiamo ogni giorno con mano. Il fatto che attraverso le nostre canzoni e le nostre situazioni riusciamo ad intercettare i pensieri di una parte di persone a noi più o meno vicine, è una magia che non mi so spiegare. Probabilmente se sapessimo cosa si cela dietro questa magia, non saremmo più in grado di scrivere canzoni capaci di parlare alla gente». Ma la data di Ferrara Sotto le Stelle non è l’unica cosa che lega i ragazzi di Bologna alla città estense. Nel 2014 la band in piazza Municipale si esibì nell’ambito di “Musica per Federico”, il concerto realizzato in memoria di Aldrovandi. E in “Abbiamo vinto la guerra”, la band canta: «Federico se n’è andato via da solo», passaggio non casuale nel brano. «Quando Aldro fu ucciso aveva 18 anni e noi 19. Ricordo - chiude il cantante - quei momenti come una ferita profonda nelle nostre vite. Fu una cosa sconvolgente. Radiocittà Fujiko, emittente di Bologna nella quale noi eravamo dj, fu una delle prime realtà a parlare del fatto e a fare informazione». Dopo il successo sanremese della band Lino Aldrovandi (padre di Federico) su Facebook ha scritto: «Bravissimi. Di loro ho un ricordo dolcissimo... Che dire: “A voi le migliori cose, con affetto”, con un bacio dal cielo… e un sorriso».

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