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Con “La paranza dei bambini” la vita di strada sale sul palco

Domani ai Fluttuanti di Argenta lo spettacolo tratto dal romanzo di Saviano In scena i ragazzi del Nuovo Teatro Sanità. Il regista: siamo un presidio culturale

Domani alle 21 sul palco del teatro dei Fluttuanti di Argenta (via Pace, 1), andrà in scena lo spettacolo teatrale “La paranza dei bambini”, scritto da Roberto Saviano (già autore dell’omonimo romanzo) e Mario Gelardi. Protagonisti un gruppo di giovanissimi criminali che hanno scelto di far parte della camorra, non ci sono capitati per sbaglio. Uno spettacolo reale e tragico, che restituisce allo spettatore una realtà che a Napoli è storia quotidiana. Una verità senza via d’uscita dove chi decide di farne parte sa che dovrà sacrificare molto, moltissimo della sua vita, ma nonostante questo, per scelta voluta o obbligata, decide di andare avanti.

Mario Gelardi insieme a Saviano ha scritto lo spettacolo teatrale che ora porta in giro per l’Italia, con i ragazzi del Nuovo Teatro Sanità, un luogo “miracoloso” nel cuore di Napoli dove i ragazzi possono immaginare un futuro diverso da quello della strada. In vista della data argentana, Gelardi racconta il suo lavoro firmato a quattro mani con l’autore di “Gomorra”; un’opera che accompagna lo spettatore attraverso storie di strada e di vita presente ma senza futuro.

Come nasce questo spettacolo teatrale?

«Prima ancora che uscisse il romanzo, sapevamo già che avremmo fatto uno spettacolo di questo tipo. Seguiamo il progetto da tanto tempo, Roberto (Saviano, ndr) ha frequentato il nostro teatro ed ha sempre manifestato l’intenzione di scrivere un testo che poi sarebbe stato rappresentato dai ragazzi. Si consultava con noi e faceva domande, ci ha raccontato dei vari personaggi. È stato una sorta di processo collaborativo ed ora eccoci qua».

Che cos’è “La paranza dei bambini”?

«È una delle realtà di Napoli. Questi ragazzini, provenienti da famiglie non criminali, scelgono di far parte di questo mondo, perché vedono in questa scelta un modo per emergere. Si sentono eroi così facendo ed è una scelta ovviamente tragica, fatta per l’attrazione che hanno verso il potere ed il denaro. La “paranza” in gergo camorristico è un gruppo criminale».

Cosa c’è dietro tale scelta?

«Famiglie impreparate all’educazione dei figli, spesso troppo giovani e con i padri assenti. Una forte rabbia sociale dovuta ad una condizione di estrema povertà, come forse non si verificava dagli anni Settanta. A quell’epoca si manifestò con il terrorismo, oggi con questi atti di pura rabbia a volte fini a se stessi. Del tipo “tu sei vestito meglio di me, così io ti sfregio per questo motivo”».

Come può il teatro intervenire su questa realtà sociale?

«Il Nuovo Teatro Sanità è aperto tutto il giorno e non ha le caratteristiche del teatro classico. Sorge al centro di Napoli, in un quartiere di 37mila abitanti con il più alto tasso di abbandono scolastico d’Europa. È aperto tutto il giorno e permette ai ragazzi di non stare in mezzo alla strada. Qui possono studiare e fare laboratori, ed è l’unico presidio culturale. Siamo diventati un punto di riferimento per la città, per il tipo di accoglienza che offriamo. Siamo a tutti gli effetti un “teatro di comunità».

Qualcuno ritiene storie come questa un cattivo esempio per i ragazzini. Cosa pensa di queste polemiche?

«Sono parafulmini. Servono a spostare l’attenzione dalle vere ragioni su cui si dovrebbe riflettere. Quando tuo figlio a dieci anni si fotografa su Facebook con una pistola in mano, la colpa non è di “Gomorra”, ma forse della famiglia. I protagonisti di queste serie tv fanno una vita tremenda, e spesso una fine tremenda. È ovvio che non sono da prendere come esempio. Sono testimonianze di quando sia tragica questa vita».

Info e biglietti: 0532.800843.

Samuele Melloni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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