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Aneddoti, ricordi e segreti di chi ha suonato con le star

Esce oggi “Una batteria in valigia”, biografia di Daniele Tedeschi a cura di Govoni. Dalla vita hollywoodiana al fianco di Bosé passando per i live negli stadi di Vasco

Daniele Tedeschi, una vita a tempo di rock Daniele Tedeschi, storico batterista italiano, ha raccolto aneddoti e avventure in "Una batteria in valigia" (ed. Arcana). Tra le pagine è racchiuso il percorso del musicista che nel corso della sua carriera suonò in tutto il mondo al fianco di tanti artisti tra cui Miguel Bosé e Vasco Rossi, con il quale rimase per 12 anni. Insieme fecero anche "Fronte del palco" e "Rock sotto l'assedio". LEGGI L'ARTICOLO

Nuove storie, nuovi ricordi, un’edizione più curata ma in sostanza ancora la vita di uno dei più grandi batteristi italiani, Daniele Tedeschi, bolognese di nascita ma ferrarese acquisito, il quale si è raccontato a cuore aperto al giornalista Samuele Govoni nel volume Una batteria in valigia, che esce oggi in tutte le librerie d’Italia (è prenotabile online) per la casa editrice romana Arcana.

Tedeschi è da considerare una vera e propria icona della batteria, lo confermano decenni di carriera accanto ad alcuni dei più grandi musicisti italiani, che lo hanno portato a calcare i palchi più prestigiosi di tutto il mondo. Dagli inizi post orchestrine con Andrea Mingardi, ai tour internazionali con Miguel Bosé, gli anni con Massimo Ranieri e, soprattutto, i live negli stadi con Vasco Rossi, i quali lo hanno fatto diventare il batterista più amato dai fan del “Blasco”, nonostante l’avventura sia finita un po’ in malo modo, come raccontato nel volume. Ma Tedeschi è anche un insegnante (alla Scuola di musica moderna di via Darsena) e così c’è anche un po’ degli anni a Ferrara nella valigia della vita di Tedeschi.

Daniele Tedeschi e Vasco Rossi
Daniele Tedeschi e Vasco Rossi

VASCO E L’ADDIO
Il momento chiave della vita del batterista rimane comunque l’interruzione della collaborazione con Vasco (pochi anni dopo aver ricevuto l’esclusiva di lavorare con lui, impedendogli di suonare con Laura Pausini agli inizi della sua folgorante carriera), notizia ricevuta dal produttore artistico Guido Elmi, giustificata spiegando che Daniele era stato un po’ troppo sindacalista nel chiedere che venissero pagate le prove (ricordiamo che i musicisti che suonano con Vasco Rossi lo fanno solo nei tour, quindi ci sono lunghi periodi di pausa). Ma la realtà era che per “esportare” Vasco si sentiva la necessità di avere qualche musicista americano: «Frasi (riferite a Elmi, ndr) di una simpatia e di una signorilità veramente disarmanti. La storia finì così, amaramente. Io non andavo bene a lui e lui non andava bene a me, ci siamo scontrati spesso, ma non mi sono mai voluto piegare a giochini di potere o a sudditanze oltre un certo limite. Certamente conclusi a testa alta quel capitolo della mia vita, e non ho rimpianti», racconta Tedeschi nel libro.

BOSÉ E IL JET SET
Bellissimi gli aneddoti degli anni con Miguel Bosé, non solo per le esibizioni in giro per il mondo, ma anche e soprattutto per gli incontri speciali avuti fra party in stile hollywoodiano e serate molto glam. «Un’altra volta lo incontrai (riferendosi a Luis Miguel Dominguìn, padre di Bosé, ndr) a bordo piscina, e mentre si stava svestendo per tuffarsi in acqua vidi che aveva molte cicatrici sul corpo. Lui si accorse che le stavo guardando e mi disse: “Niño - ancora una volta -, lo tors pegan fuerte” (Ragazzino, i tori picchiano forte”). In quel periodo a casa di Miguel Bosé c’erano continuamente ospiti: intellettuali, attori, attrici, gente del mondo dello spettacolo; casa sua era un crocevia di personaggi famosi. Una volta incontrai Isabella Rossellini che era diventata mamma da poco dando alla luce Electra, un’altra volta entrai in soggiorno e c’era Helmut Berger: una cosa incredibile!». «Mentre eravamo a Città del Messico - racconta ancora Tedeschi - ci siamo fermati a pranzo da “Tofanetti”, una catena italiana che c’era là. Noi della band non ce la facevamo più a mangiare cibo messicano. Mentre siam lì che stiamo mangiando vediamo entrare i Bee Gees! Noi eravamo tutti stupiti, invece Bosé sorrideva, perché aveva appuntamento con loro ma non ce l’aveva detto, quindi per noi fu come un incontro casuale, una sorpresa... Mentre ero nella hall dell’hotel (a Cannes, ndr) e aspettavo di dare i documenti mi si avvicinò un tipo che mi sembrava di conoscere; lo guardai meglio e realizzai che era Rick Wakeman, il tastierista degli Yes, un grandissimo musicista! Capitava così con lui, una volta Wakeman, un’altra i Bee Gees, conoscevi quelle persone attraverso i loro dischi e poi le incontravi in carne e ossa. Era divertente».

Massimo Ranieri e Daniele Tedeschi
Massimo Ranieri e Daniele Tedeschi

I COLLEGHI
Una delle novità di questa nuova edizione de Una batteria in valigia sono gli incontri con colleghi, in particolare batteristi. È il caso di Steve Gadd, uno dei grandi (se non il più grande) di questo strumento. E il caso volle che per ben due volte Daniele “servisse” a Steve perché non aveva la propria batteria e per contratto fosse costretto a suonare solo con quella della Yamaha che portava proprio il suo nome. Divertente il motivo per cui Lucio Dalla si ricordasse di Daniele, chiamato a suonare le batterie nell’album di Angela Baraldi, prodotto dall’indimenticabile cantautore bolognese. «A Dalla le nuove batterie piacquero - ricorda Tedeschi -, chiese chi fosse il batterista e gli risposero: “Daniele Tedeschi, quello che suona con Vasco”. E lui: “Ah, quello che ha il Petrol!”. All’epoca giravo con un Patrol che consumava tantissimo, e quindi lui lo aveva soprannominato così». Poi non può mancare Vinnie Colaiuta, ritenuto da Daniele il miglior batterista di tutti i tempi, curiosamente chiamato da Vasco per suonare nel brano L’uomo che hai qui di fronte dell’album Gli spari sopra, proprio nel periodo in cui era lo stesso Tedeschi a suonare la batteria nei live di Vasco.
DANIELE OGGI
Anche questa edizione de Una batteria in valigia termina con un capitolo dedicato a Tedeschi oggi, segreti, sogni, aspirazioni di un musicista che ha dato e ricevuto tanto dal mondo della musica. Ma che non ha ancora appeso le bacchette al chiodo: «Mi piacerebbe mettere insieme una band con cui suonare della musica non convenzionale. Mi piacerebbe fare delle cover che però non siano le solite che si sentono in giro», risponde Tedeschi.
E visto che l’altro sogno di Daniele è vincere tanti soldi e andare a vivere al caldo a Cuba, ottima idea quella di un libro in cui raccogliere aneddoti e ricordi di una vita da musicista, visto che mettendoci la batteria in valigia poi di posto ne resterebbe pochino...
Una batteria in valigia. (Arcana 2018, 160 pagine, 15 euro).

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