Quotidiani locali

Il film su don Minzoni non è più un miraggio

Ad aprile il primo ciak. Muroni: sfida enorme ma ci crediamo

Il primo ciak del film sulla vita e la storia di don Giovanni Minzoni sarà battuto il 2 aprile a Mesola e le riprese proseguiranno poi per quattro settimane (l’ultima giornata di lavorazione è prevista per sabato 28 aprile) e interesseranno Comacchio, Ferrara, Portomaggiore, Ostellato e, appunto, Mesola. “Oltre la bufera”, titolo provvisorio dell’opera prodotta da Controluce (società di produzione cinematografica presentata ufficialmente lo scorso settembre alla Mostra del cinema di Venezia) sarà diretta da Marco Cassini, già regista de “La notte non fa più paura” e “La porta sul buio”. Il regista abruzzese, ha firmato anche la sceneggiatura di un progetto che ricostruisce sì la storia del parroco argentano ucciso dai fascisti nell’agosto del 1923, ma anche lo stato d’animo di una generazione allo sbando; stremata dalla Prima Guerra Mondiale e tornata dal fronte senza nulla in cui credere e senza ideali ai quali aggrapparsi. Una testimonianza storica che però, in qualche modo, si intreccia anche con l’attualità; marchio di fabbrica di Cassini che ha già dimostrato di saper dare alle macrostorie anche sfumature intimiste capaci di parlare al pubblico.

Quattro settimane di riprese, decine di location esterne e interne e una troupe (tra cast artistico e tecnico) di circa cinquanta persone. Un “colossal” se paragonato ai numeri de “La notte non fa più paura”. «Per noi questo film rappresenta una sfida enorme - ha affermato Muroni - sia in termini artistici (lui sarà don Minzoni, ndr) sia in termini tecnici e organizzativi (Controluce srl è stata fondata da Muroni, Cassini e Valeria Luzi, ndr), ma faremo di tutto per non deludere le aspettative. Il rischio è altissimo e la posta in gioco alta, se riusciremo a portare a casa ciò che ci auguriamo taglieremo un traguardo importante».

A inizio 2016 l’attore tresigallese ha iniziato a pensare ad un film che raccontasse la storia di don Giovanni Minzoni. «Avevo sentito parlare di lui fin da quando ero ragazzino. Me ne parlavano gli anziani del paese, la mia famiglia e poi vedevo le vie a lui dedicate; mi sono incuriosito e un paio di anni fa ho iniziato a documentarmi seriamente. Dopo un paio di mesi - spiega Muroni - ho deciso che qualcosa andava fatto e ho messo in moto la macchina». Rispetto al passato l’attore questa volta ha riscontrato molto più interesse e apertura da parte degli interlocutori che ha incontrato sul territorio; merito anche dei risultati finali ottenuti da e con “La notte non fa più paura” (il film sul terremoto dell’Emilia del 2012, in cui all’inizio in pochi credettero). Con “Oltre la bufera” per Marco Cassini si chiude anche una ideale “trilogia del buio” iniziata nel 2014 con il film sul sisma e proseguita poi con “La porta sul buio”. «La mia cinematografia - spiega il regista - vorrebbe per quanto possibile indagare e analizzare l’oscurità dell’animo umano. Questo è un film che, oltre a don Minzoni e ai fascisti, racconta anche di noi giovani che viviamo in un Paese che ha tanti lati oscuri. La figura di questo prete è importante perché ci fa capire come affrontare la realtà giorno per giorno, ci aiuta a comprendere come poter reagire e andare avanti semplicemente credendoci». Gli attori impegnati nei ruoli principali saranno una decina e altrettanti (o poco meno) quelli nei ruoli secondari. Poi ci saranno le parti minori e le comparse. Ci saranno i costumi, gli abiti d’epoca e quei paesaggi rimasti immutati (e si spera immutabili) nel corso del tempo e della storia.

Non ci saranno scene girate ad Argenta, nonostante don Minzoni avesse vissuto e operato proprio lì, per un motivo oggettivo: «I luoghi “minzoniani” di Argenta sono stati distrutti dai bombardamenti del 1945 per questo purtroppo - conclude Muroni - non potremo girare lì. Ma abbiamo ritrovato quegli scorci e quelle atmosfere nel Basso Ferrarese». La sceneggiatura e il copione porteranno davanti la macchina da presa personaggi delineati e definiti; oltre a don Minzoni e Italo Balbo non mancheranno figure realmente esistite (e rimaste intrappolate nei meandri della storia) come, ad esempio, l’antifascista Natale Gaiba.

«Sarà un film potentissimo da un punto di vista stilistico e prenderemo scelte molto coraggiose; un lavoro che si potrebbe definire in bilico tra il western e il drammatico. I rischi? Ce ne sono tanti ma - chiude deciso Cassini - siamo sicuri che questa sia la strada giusta. L’unica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro