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Ad Argenta i sogni dei talenti del ballo sono diventati realtà

Oltre 500 danzatori si sono misurati sul palco dei Fluttuanti Il coreografo De La Roche: ottimo livello dei partecipanti

Argenta e il suo teatro sono stati per un’intera giornata al centro della scena nazionale della danza, con un concorso che ha portato sul palco di via Pace, giovani talenti provenienti da tutta l’Italia. A dare ancor più spessore alla manifestazione la professionalità della giuria, composta da Maria Luisa Bossone, Andrè De La Roche, Clarissa Mucci, Michele Pogliani ed Emmanuelle Ricco.

Al termine, quando le poltrone del teatro si sono vuotate e sul palco Andrè De La Roche si è intrattenuto per gli ultimi scatti e, grazie all’intramontabile amicizia con Gianna Dirani, il ballerino e coreografo ha precisato che «se sono qui è perché ho nel cuore Argenta e questo teatro. La manifestazione è stata organizzata bene dividendo per categorie ed età. Per i giovani è stata un’opportunità per confrontarsi in maniera civile. Non è che salendo sul palco uno è vincitore: non è così perché rischia di patire per tutta la vita. Il palco è per condividere emozioni, per notare pregi e difetti. Prima ci si confrontava con provini ma ce n’erano pochi quindi, il miglior modo sono i concorsi a disposizione di tante scuole».

Dopo un breve ricordo con i Giovani ’90, Andrè ha espresso un parere globale dei giovani sottoposti a giudizio. «Senza dubbio un buon livello con qualche eccellenza - precisa e conclude -. La manifestazione con le borse di studio, deve servire ad invogliare i giovani a continuare poi si vedrà. È un’opportunità come ad esempio per chi, da questo palco, andrà per uno stage al Bolshoi o a Los Angeles o anche in teatri italiani».

«Abbiamo notato che quest’anno rispetto all’anno scorso - spiega Maria Meoni, una delle organizzatrici - come tecnica di danza, abbiamo ottenuto un livello maggiore. Abbiamo dato borse di studio molto importanti quindi opportunità di lavoro per i ragazzi e per i loro insegnanti. In un momento così critico per la cultura, abbiamo dato opportunità a 360 gradi di poter lavorare e del resto è anche la nostra missione».

«Sono venute scuole da tutt’Italia - aggiunge Diana Cardillo - e i numeri sono stati consistenti in quanto, rispetto a l’anno scorso dove ci sono stati più solisti, quest’anno abbiamo visto più gruppi anche numerosi e quindi, complessivamente siamo appena superiore a 500 danzatori».

Giorgio Carnaroli

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