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Il grande cinema in mostra all’Apollo

Dieci locandine per altrettante pietre miliari girate nel Ferrarese

FERRARA. Dieci film, dieci capolavori, dieci colpi al cuore. Sono pietre miliari firmate Visconti, Vancini, De Sica, Antonioni o Rossellini quelle impresse nelle locandine esposte da qualche giorno all’Apollo Cinepark di Ferrara. L’idea di allestire questa piccola ma curatissima mostra, si è fatta largo in Natashja Mazza (dipendente della sala di piazza Carbone), dopo essere rimasta in incubatrice per un paio d’anni

. «Inizialmente avrei voluto esporre fotogrammi di pellicole capaci di raccontare in maniera cronologica i momenti fondamentali della storia del cinema poi - racconta la Mazza - ho pensato ai capolavori che sono stati girati da registi ferraresi in questa provincia e non. Quando mi sono resa conto di quanta bellezza ci fosse qui ho modificato il progetto e mi sono concentrata su film fondamentali per Ferrara».

Da lì è iniziata la “caccia” alle locandine. Un percorso non facile ma che è valsa la pena percorrere. Alcune sono originali dell’epoca (come quella di Blow Up che risale al 1965), altre sono ristampe. «Prima di iniziare a cercare i manifesti che sono arrivati un po’ da Bologna e un po’ da Roma mi sono documentata tanto e - prosegue - ho letto tutto quello che potevo per farmi un’idea precisa di quali fossero i film “imprescindibili”. Fondamentali in questa avventura sono stati i testi di Paolo Micalizzi (critico cinematografico e esperto del cinema ferrarese, ndr) che ha realizzato più di una pubblicazione a riguardo». U

na volta messe insieme tutte le parti del puzzle, la Mazza ha fatto fare tutte le cornici su misura, conservando un occhio di riguardo per i dettagli; i colori di ogni cornice infatti, richiamano un particolare della locandina in questione. «Volevo che i colori e le immagini custodite all’interno delle cornici potessero dialogare tra loro. Per questo ho scelto tinte accese e non accostamenti neutri». Scelta che ha reso giustizia a ciascuna locandina e anche alla mostra nel suo insieme che, inevitabilmente, cattura l’attenzione degli spettatori che, entrando all’Apollo si trovano davanti ad una parte importante della storia del cinema italiano. Ma non finisce qui perché la giovane curatrice sta già pensando anche ad un altro allestimento, magari per il secondo piano del cinema che si avvicina a grandi passi al suo primo centenario di vita.

«Sono contenta - ha concluso - di poter offrire al cliente la possibilità di avvicinarsi non soltanto ai film in programmazione ma anche a pilastri del passato. Il mio film preferito tra quelli esposti? Amore amaro di Florestano Vancini. In quel film c’è tutto e la locandina è così... viva».

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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