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Fantoni indosserà la maschera di Villaggio

Un musical dedicato al ragioniere più famoso d’Italia. Il comico ferrarese rivela: «Debutteremo a ottobre»

FERRARA. «La corazzata Kotiomkin, è una c... pazzesca!», novantadue minuti di applausi. Poco importa se il film al centro di una delle scene più note del cinema italiano presente all’interno di “Fantozzi” (il primo della serie, datato 1975 e diretto da Luciano Salce), sia veramente o no tale. Ciò che conta qui non è “La Corazzata Potëmkin” (vero titolo del film), bensì quell’affermazione che, insieme a tante altre rimaste scolpite nel tempo, ha fatto del ragionier Ugo Fantozzi un personaggio cult dell’Italia di ieri e di oggi. Una maschera immortale prima scritta e poi interpretata da Paolo Villaggio, di cui il 3 luglio ricorrerà il primo anniversario della morte.

A ottobre andrà in scena un musical tratto dai primi tre libri di Villaggio dedicati al personaggio, ovvero “Fantozzi” (1971), “Il secondo tragico libro di Fantozzi” (1974) e “Le lettere di Fantozzi” (1976); pilastri fondamentali dell’universo fantozziano. A compiere l’ardua impresa, sfida tutt’altro che semplice, sarà il comico ferrarese Gianni Fantoni, che già un paio d’anni fa parlò di questo spettacolo e che ora, a distanza di parecchi mesi, sta per vedere l’alba. «La prima apparizione pubblica del me Fantozzi sarà il 27 aprile a Ferrara, in occasione della terza edizione del MusicFilm, festival delle colonne sonore», spiega il comico che per il momento preferisce non sbottonarsi più di tanto.

«È ancora tutto in alto mare e non posso dire più di tanto però - aggiunge -, ci tengo a dire che il musical sarà prodotto dal Sistina e debutterà ad ottobre. Inoltre, poi mi taccio, le musiche saranno affidate al maestro Vince Tempera». Una piccola anticipazione di tutto ciò l’aveva data qualche settimana fa quando, ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” aveva annunciato di portare nei teatri le disavventure del ragioniere più famoso d’Italia.

E Paolo Villaggio? Quando Fantoni lo raggiunse per parlargli del musical, l’artista genovese si mostrò scettico: «Dubito che riuscirai a farlo», disse in un primo momento.

Il progetto lo incuriosì comunque e spiegò: «Fantozzi è ancora vivo, vivo nel suo modo di essere diverso. La comicità, il paradosso; lui non era infelice, era infelicissimo. Fantoni - affermò - è la mia copia e spero che possa continuare la mia opera». E chissà chi avrà l’onore, e l’onere, di impersonare la moglie Pina, il ragionier Filini, la signorina Silvani e il megadirettore galattico. E la poltrona in pelle umana ci sarà? L’acquario dei dipendenti? Il Uacciu uari uari che ha fatto epoca risuonerà dalle casse dei teatri? Fantoni prende tempo e taglia corto: «È ancora presto».

Nel frattempo, il comico è più attivo che mai sul web e conduce due programmi ideati da sé, rigorosamente in diretta. “Macfant live”, che va in onda ogni domenica sera alle 21 su Facebook, Youtube e Periscope e “Dottor divano”, in onda ogni martedì sera, sempre alle 21, sulle medesime piattaforme digitali. «Era già qualche anno che facevo tv sul web insieme a Red Ronnie e quindi ho deciso di mettermi anche in proprio. È incredibile perché così - conclude Fantoni - sono riuscito a convogliare lavoro e pigrizia. I programmi li gestisco tutti da casa mia, gli ospiti sono in collegamento diretto da casa loro e c’è una diffusione potenzialmente mondiale. Si possono raggiungere molte più persone così che attraverso un canale della televisione tradizionale. È anche un modo per tenermi in allenamento, la diretta richiede un costante esercizio».

Fra una diretta e l’altra, tra un’ospitata e un post, nelle prossime settimane si inseriranno anche lo studio della sceneggiatura e, successivamente, le prove. Ottobre è lontano ma non così tanto e il “fardello” che Fantoni dovrà portare sulle spalle è ingombrante. Non ci sarà Paolo Villaggio alla prima, come tutti (loro in primis) avrebbero voluto, ma in un qualche modo la sua presenza si sentirà. Del resto, sono venticinque anni dall’uscita di “Fantozzi in paradiso”, solo un caso? Uacciu uari uari.

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