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Un musicista per ogni anno della storia dell’orchestra

La Gino Neri festeggerà il 120º compleanno con uno speciale evento al Comunale Un lungo viaggio musicale per celebrare i momenti e i personaggi più importanti

Anche per questo 2018, che vede la celebrazione del suo 120º compleanno, la storica orchestra ferrarese Gino Neri continuerà a far le cose in grande. I festeggiamenti avranno il loro momento clou nel concerto straordinario in programma il prossimo 7 aprile al Teatro Comunale di Ferrara (oggi la presentazione ufficiale dell’evento), al quale parteciperanno 120 esecutori provenienti da tutta Italia, uno per ogni anno dell’orchestra. Uno spettacolo nello spettacolo per raccontare una storia bellissima, la storia della Gino Neri.

Storia iniziata il 7 febbraio del 1898, quando un manipolo di cultori dell’arte del plettro fondò a Ferrara il Circolo Mandolinistico, il quale aveva sede al piano rialzato dello stabile in cui si colloca il Teatro Comunale di Ferrara, sopra il negozio storico tutto dedicato anche allora alla grande musica, di proprietà Pistelli e Bartolucci. In primis venne denominato Regina Margherita, in onore della sovrana d’Italia, moglie di Umberto I. Tale denominazione fu mantenuta fino alla ricostituzione dell’orchestra alla fine della Seconda Guerra Mondiale che così, nel 1947, prese il nome del suo più illustre direttore, l’indimenticabile Gino Neri. Al primo ensemble di suonatori si aggiunsero presto altri appassionati e cultori, così a pochi mesi dalla sua nascita, l’orchestra poté entrare nel pieno delle sue attività.

Ai primi del Novecento, con circa 25 elementi guidati da Vittore Veneziani (cui a tutt’oggi è dedicata l’eccellente corale ferrarese che porta il suo nome), l’orchestra ottenne la sua prima affermazione ottenendo il primo premio al Concorso nazionale di Verona, il primo di una lunga serie pressoché ininterrotta di riconoscimenti nazionali ed internazionali.

Certo è doveroso riconoscere alla bravura e alla costanza del maestro Neri, buona parte dei grandi successi iniziali, in particolare al suo lavoro - oltre a quello degli orchestrali - ed alle sue appassionate e creative trascrizioni da opere e da grandi pezzi di musica classica e lirica, apprezzatissimi cavalli di battaglia, a tutt’oggi patrimonio della sempre vitale attività concertistica. Da segnalare i tanti concerti e performance in città italiane e presso istituzioni musicali rilievo, ma furono tante anche le tournée che portarono la Gino Neri in giro per il mondo.

Altro passaggio decisivo, il “potenziamento internazionale” dell’orchestra dovuto al senatore Mario Roffi, modenese di nascita, ma che tanto ebbe a cuore le sorti della cultura ferrarese a tutto tondo. Ai tempi, e non solo, del suo assessorato la corale Veneziani la compagnia dialettale nostrana più antica, la Straferrara, testi preziosissimi cinquecenteschi, insomma tutto quanto era stato per davvero cultura estense, ebbe impulsi a dir poco incredibili. E grazie a Roffi la Gino Neri arrivò a Mosca, in Canada, a Parigi, come ricorda nel suo libro La mia vita col mandolino il maestro Corrado Celada, al pari del maestro Wafro Santini, mandolino solista per oltre cinquant’anni della compagine ferrarese.

Maria Cristina Nascosi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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