Quotidiani locali

A TEATRO

La Mahler torna a Ferrara

L'orchestra questa sera suonerà al Teatro Comunale Abbado, che è già sold out

Nuovo appuntamento con la stagione di Ferrara Musica oggi alle 20.30 al Teatro Comunale Abbado di Ferrara (corso Martiri della Libertà, 5). Quello di questa sera sarà uno dei concerti più attesi che si preannuncia quasi completamente sold out. Sul palco salirà infatti la Mahler Chamber Orchestra, diretta per l’occasione dal francese François-Xavier Roth, solista il violoncellista Jean-Guihen Queyras. Per molti anni orchestra residente di Ferrara Musica – a cui tuttora è legata da un solido e stretto rapporto di collaborazione, la Mahler Chamber Orchestra è stata fondata nel 1997 da Claudio Abbado ed è uno degli ensemble più affermati nel panorama internazionale.

Con Roth l’orchestra ha già lavorato nel 2017 al Festival di Lucerna, sviluppando un percorso che proseguirà anche nelle prossime stagioni. Il programma della serata oscilla sull’asse Austria-Ungheria tra Sette e Novecento, proponendo pagine di Béla Bartók e Franz Joseph Haydn. In apertura le Danze popolari rumene Sz. 68 di Bartók, nella versione per soli archi: scritte nel 1915 dal compositore magiaro, appartengono a quella fase di scoperta e rivisitazione del patrimonio folclorico dell’est Europa, che tanto aveva impegnato e interessato Bartók a partire dal 1906, anno di pubblicazione della raccolta di Canti popolari ungheresi. A seguire il Secondo Concerto per violoncello e orchestra in re maggiore Hob. VIIb:2 di Haydn, opera risalente al 1783 e composta per il violoncellista boemo Anton Kraft – dal 1778 al 1790 primo violoncello dell’orchestra del principe Nikolaus Esterhàzy – a cui l’opera fu attribuita fino al 1951 quando fu rinvenuta la partitura autografa di Haydn. Interprete ne è Jean-Guihen Queyras, strumentista che a questo concerto aveva già dedicato un’apprezzata incisione con la Freiburger Barockorchester per l’etichetta Harmonia Mundi. Ancora Bartók inaugura la seconda parte della serata, con il Divertimento per archi Sz. 113: datato 1939, appartiene al periodo della piena maturità dell’opera di Bartók e fu commissionato dal direttore d’orchestra e mecenate svizzero Paul Sacher; nell’opera il richiamo al genere settecentesco del divertimento e vari elementi classicizzanti che ne determinano la struttura si coniuga, nuovamente, con il ricorrente ricorso a materiali tematici desunti dal patrimonio popolare ungherese. Chiude il concerto la Sinfonia n. 96 in re maggiore Hob. I:96 «The Miracle», appartenente al corpus delle Sinfonie Londinesi scritte nel corso dei due viaggi che Haydn compì tra il 1791 e il 1795 nella capitale britannica. Il “Miracolo” a cui allude il titolo è posteriore alla nascita della composizione e si riferisce alla caduta di un lampadario senza gravi conseguenze durante la sua esecuzione. Per info e biglietti: 0532.202675.

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro