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Dagli ideali della politica ai cappelletti

In “La provincia è sagra” Dal Buono racconta il percorso fatto dalle feste paesane

La provincia è sagra (Historica) e non più sacra, almeno secondo il nuovo pamphlet di Enrico Dal Buono, una resistenza culinaria in un mondo in disfatta. Lo scrittore dallo sguardo celeste e scanzonato non poteva non volgersi alla sua Ferrara, dove il rosso del Pci è sbiadito e la pancia della Dc ha perso la tenuta. Lo definisce con gusto “ellenismo del tortello”. «Con la fase finale della grecità ci si ripiega verso l’intimo – spiega l’autore –. L’individuo non è più un tassello di un grande affresco sociale, ma diventa una monade. Invece adesso ci si ripiega sul proprio stomaco. Come da Platone si passa agli epicurei, così oggi si passa dalle feste di partito alle sagre di paese».

Dal Buono non si professa sociologo e non imbastisce un trattato sul destino della provincia emiliana. Si è girato almeno una trentina di sagre, riportando persino le parole di alcuni organizzatori del Pd. Di fatto, e con più o meno zucchero, emerge quanto si sia affievolito il patto fisiologico che animava le Feste dell’Unità. «Sono partito da un presupposto evidente: quasi tutti gli amici con cui sono cresciuto non vivono più a Ferrara, ma sono emigrati in grandi città. Nella mia cerchia è successo l’opposto di quello che capitava alla generazione di mio papà. Non fa più scalpore chi se ne va, ma semmai chi resta. Da Milano a Londra, pare che la tendenza sia di confluire in centri nevralgici globali. E il rigurgito d’orgoglio locale, al netto di questa concentrazione, risiede nelle ricette. È il nostro bello: fai pochi chilometri e incontri un piatto tipico diverso, quasi fosse in lotta campanilista coi vicini, dai tortellini ai cappelletti».

I toni ironici e lo stile sfizioso invitano il lettore ad affrontare un momento italiano tutt’altro che leggero. La crisi d’identità della provincia, che non scorge più un futuro illimitato e sempre uguale a se stesso, ma sta vivendo dei cambiamenti traumatici, ha spostato il motivo di aggregazione nel cibo. Tagliatelle, grigliate e zuppe inglesi sarebbero rimaste la sola scusa per ritrovarsi intorno al tavolo. Il Basso Ferrarese che una volta si nutriva di lambrusco e ideali, ha abbandonato falci, martelli e scudi crociati. (mat.bia.)

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